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I sindacati chiedono incontro al ministero entro settembre

Libero Red Dolce
I sindacati chiedono incontro al ministero entro settembre

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massa. Il futuro di Sanac rimane un punto interrogativo, legato a doppio filo, come è noto, all’acquisizione da parte di Arcelor Mittal dell’Ilva di Taranto. L’intreccio che porta diversi grattacapi a sindacalisti e operai è però quello con la cassa integrazione, boccone amaro da inghiottire per i 120 dipendenti dello stabilimento. Ma come si fa a firmare l’accordo con l’amministrazione straordinaria su questo punto se al contempo non è chiaro quello che avviene a Taranto?, ragionano i sindacati.

Ed è proprio per questo che ieri Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil insieme alla Rsu hanno inviato un comunicato unitario in cui si annunciano misure di protesta nel caso non venga attivato un confronto al ministero dello Sviluppo Economico entro il 30 settembre. Una data di confine, considerato invece che il prossimo incontro tra parti sindacali e amministrazione straordinaria di Sanac è in programma per il 3 ottobre, per aggiornarsi sul tavolo che si è tenuto ieri.

Una faccenda d’incastri che però tiene 120 famiglie appese alla speranza e pungolate dalla paura.

Finora si è parlato di una cassa integrazione a rotazione, sul 70% della forza lavoro degli stabilimenti di Massa, Vado Ligure, Gattinara e Assemini-Grogastu, quelli dell’indotto Ilva. Tradotto, una decurtazione dello stipendio.

Su una condizione in particolare , quella del pagamento, non c’è accordo. I sindacati chiedono l’anticipo della spettanza, mentre gli amministratori straordinari dicono che non c’è liquidità e non possono anticiparla. Anche se pare che siano state spese parole rassicuranti sul fatto che i soldi dovuti saranno pagati entro il 10. C’è un aggiornamento al 3 di ottobre proprio perché i sindacati chiedono che la discussione debba essere anticipata da un incontro al ministero dello sviluppo economico sulla vendita. Il 30 settembre scade la fidejussione e non ci sono certezze.

Sull’acquisizione degli impianti di Taranto invece si può parlare solo di sensazioni. Arcelor Mittal pare giochi una tattica attendista, in attesa che la magistratura di Taranto si pronunci sull’Altoforno 2 che per ora è bloccato. Pare che entro fine mese la magistratura si organizzerà, ma il colosso dell’amianto probabilmente cerca di prendere tempo fino ad allora. Lo spegnimento di un altoforno cambierebbe tutto. E sarebbero guai. —

Libero Red Dolce

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