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Terme di Equi, la Corte dei Conti annulla il debito di un milione di euro

Manuela D’Angelo
Terme di Equi, la Corte dei Conti annulla il debito di un milione di euro

Secondo i giudici, la società deve al ministero del Tesoro soltanto la cifra del concordato di liquidazione: 175.000 euro

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FIVIZZANO. Finisce l’incubo per la ex società Terme di Equi spa, che sembrava condannata al pagamento di circa 1 milione di euro al ministero del Tesoro tramite la maxi cartella esattoriale pervenutagli da Equitalia nel 2011. La sentenza definitiva della Corte dei Conti stabilisce infatti che la ex società che gestiva le terme di Equi nel comune di Fivizzano, non deve al ministero null’altro che la cifra accettata al momento del concordato di liquidazione della società (nel 2014) di 175.000 euro, facendo risultare prescritto qualsiasi altro debito.

Una sentenza che nello specifico rigetta l’appello della Procura regionale presso la sezione giudiziaria della Corte dei Conti e che dall’altro lato conferma la sentenza di secondo grado che era stata impugnata. Un sospiro di sollievo per Terme di Equi che, attraverso il suo commissario liquidatore, Piero Bardi, dal 2014 cercava di trovare un accordo con i vari creditori, tra i quali il ministero dello Sviluppo economico, che vantava un credito di un milione di euro, come aveva stabilito il Tar della Toscana.

La vicenda oltre ad essere intricata e ad essersi giocata in punta di diritto per cinque anni, prese avvio nel lontano 1999, quando Terme di Equi spa ottenne dal ministero del Tesoro circa 830.000 euro come cofinanziamento nell’ambito del “Patto territoriale per Massa Carrara”, per la ristrutturazione del complesso termale. In totale Terme di Equi avrebbe dovuto realizzare lavori per 1,3 milioni di euro ma, mentre i fondi pubblici furono correttamente erogati in tre tranche, quelli privati tardarono ad essere investiti, le opere non furono realizzate per intero e la società mancò anche il raggiungimento dell’obiettivo occupazionale previsto. Si aprì un’indagine della Guardia di Finanza che portò alla revoca del contributo, da restituire con gli interessi, e alla denuncia per danno erariale. Equitalia emise una maxi cartella che fece tremare i polsi della società, per un totale di 1 milione di euro. La società fece ricorso al Tar, ma fu costretta a pagare le prime di 72 rate.

La svolta arriva nel 2015, quando il liquidatore della spa, ormai con i conti in rosso e senza più possibilità di riprendersi, comunicò che il giudice delegato aveva decretato l’approvazione da parte dei creditori del concordato preventivo e che al ministero era stata proposta la somma di 175.000 euro. Furono tempi bui per il complesso termale: per poter corrispondere gli importi, dovevano essere alienati l'Hotel, le Terme e la “linea benessere”, mentre si salvarono le piscine e il padiglione delle cure, in quanto il Comune di Fivizzano, già azionista di maggioranza della "vecchia" società, espresse la volontà di acquistare e gestire questi due servizi centrali dello stabilimento termale di Equi.

È la sezione fallimentare del Tribunale di Massa a riconoscere la cifra dovuta al ministero e a decretare prescritte le altre “pretese erariali”. —
 

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