Stop insulti sui social con il Manifesto del “confronto civile”
L’associazione 31 Ottobre propone a consiglio comunale scuole e istituzioni una “carta” per la comunicazione non ostile
MASSA. Dieci punti per convivere civilmente sui social. È Il “Manifesto della comunicazione non ostile”, carta nata da un'associazione di Trieste che elenca una serie di princìpi utili a migliorare lo stile e il comportamento di chi sta in rete. È un impegno di responsabilità condivisa legato al mondo virtuale ma non solo che l'associazione culturale politica Trentuno Settembre chiede agli amministratori del Comune di Massa di assumersi.
«La premessa da fare - dice Carlotta Palagi della Trentuno Settembre – è che sui social media, ma non solo, si manifesta una violenza verbale che spesso, superando ogni limite, fa del destinatario della propria ostilità non un avversario, ma un vero e proprio nemico da abbattere e umiliare e alimenta così una tendenza all'aggressività che ostacola il confronto e avvelena la stessa coesione sociale». Una premessa che si ritrova anche nel documento che è stato inviato ai consiglieri di maggioranza e di minoranza affinché portino in consiglio comunale una discussione sul tema. Così da arrivare, se il Manifesto troverà l'appoggio dei consiglieri, alla sua adesione. Nell'elenco di punti si legge: "Virtuale è reale" e "Gli insulti non sono argomenti". Il contenuto del Manifesto è stato condiviso da diversi Comuni: Latina, Ferrara, Lanciano, Alghero e anche enti come Avis, Ordine dei giornalisti Campania, Università Cattolica. E da esponenti politici di svariate compagini.
«Chiediamo di diffondere la carta e i suoi contenuti - continua Martina Madrignani - nelle scuole, presso i principali luoghi di aggregazione giovanile, culturale e educativi, presso istituzioni e ordini professionali del territorio comunale. E di promuovere, presso tutti i dipendenti dell'amministrazione pubblica e presso tutti coloro che ricoprono incarichi diretti e professionali nelle società partecipate dal Comune di Massa, l'adesione personale al “Manifesto della comunicazione non ostile. Tenendo conto dell'ultimo punto della carta: anche il silenzio comunica. Speriamo nella risposta dei nostri amministratori». — C.P.
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