Sicurezza
«Strade a pezzi, zero parcheggi» L’Sos arriva dai paesi a monte
All’incontro sul Poc in Comune tante segnalazioni dai residenti delle frazioni «Bergiola è quasi un dormitorio, chiediamo di gestire asilo e campo sportivo»
carrara. Il loro è un grido di aiuto rimasto inascoltato da troppo tempo e che nel giorno della presentazione del progetto Poc, il nuovo Regolamento urbanistico, nell’ambito del percorso partecipativo in cui i cittadini sono chiamati a portare loro proposte, Noceto, Fontia, Codena, Castelpoggio, Bergiola, insomma diversi dei paesi a monte si sono fatti avanti, hanno preso la parola per ricordare i problemi cronici che li assillano e che li hanno portati a un progressivo spopolamento.
Il loro è un tono pacato, complice l’atmosfera conciliante del percorso partecipativo che ha visto l’assessore all’urbanistica Maurizio Bruschi prendere nota di tutti i loro interventi. Nella presentazione del progetto Bruschi ha sottolineato le potenzialità economiche declinate all’agricoltura e al turismo dei borghi montani che sono considerati, secondo le linee guida del progetto, una risorsa e per i quali sono state adottate le parole d’ordine: “riuso edilizio” e ”ambiente”.
«Secondo me sono idee bellissime-riconosce Nella Nicolai la rappresentante di Noceto, che però denuncia- i fatti sono che noi non abbiamo le fogne: c’è una fogna a cielo aperto, con alberi secolari che cadono giù perché con le fogne così, lì resta sempre bagnato e quindi cadono, e poi le strade sono solo buche. E poi ancora: è bella l’idea dell’albergo diffuso, ma la gente dove la mette la macchina? Non ci sono parcheggi. Senza considerare la frana pericolosissima davanti alla Chiesa dove il Comune ha solo transennato ed è finita lì. Tutto bello quello che dite-conclude la nocetese-ma ci sono queste cose che ne impediscono la realizzazione”.
E c’è anche Bergiola, che tra l’altro 2 anni fa, con i primi atti compiuti dall’amministrazione pentastellata appena insediata, vide la chiusura dell’asilo, decisa, nonostante le proteste degli abitanti, per via del costo ritenuto eccessivo rispetto al numero degli iscritti (circa 70.000 euro annui con 10 iscrizioni). «Il mio paese era un gioiellino- fanno notare alcuni residenti - e piano piano si è spopolato. La strada che da Codena arriva a Bergiola è in panne e ci sono dei platani che oscurano la visibilità e creano un sacco di problemi: i bambini non respirano più: questa è ordinaria amministrazione che manca! E poi la nostra scuola elementare dove avvenne l’eccidio, abbiamo la medaglia d’oro al Valore Militare ma l’edificio, è fatiscente e il tetto sta per cadere, volevamo farne il Centro della Resistenza, avrebbe dato un po’ di sollievo al paese ma non si è mai fatto niente. Ci sentiamo cittadini di serie B: ci vuole rispetto».
Fanno eco le parole di Francesco Carlini, tra i bergiolesi che si era battuto tanto perché non venisse chiuso l’asilo perché considerato l’ultimo presidio “pubblico” del paese: «Bergiola sta diventando una sorta di dormitorio: chiediamo se sia possibile che il paese possa prendere in gestione il campo sportivo e l’asilo, per il bene della comunità». —
Francesca Vatteroni
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