Il Tirreno

Invasione di cinghiali in campi e strade in Lunigiana. I sindaci: abbattiamone di più

Cristiano Borghini
Invasione di cinghiali in campi e strade in Lunigiana. I sindaci: abbattiamone di più

Sempre più numerose le segnalazioni di danni da parte degli agricoltori. Un vertice con sindaci e associazioni venatorie

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LUNIGIANA. È ancora allarme ungulati in Lunigiana. Sono sempre più numerose le segnalazioni che vengono recapitate all’Unione dei Comuni da parte di aziende agricole per denunciare danni provocati dai cinghiali che invadono e distruggono le coltivazioni. Ma ancora di più sono le richieste d’intervento che provengono da privati cittadini ed “hobbisti” dell’agricoltura, persone cioè che hanno un piccolo campo in cui coltivano ortaggi, verdure (o vigneti) alle prese con l’invasione dei cinghiali.

Ma mentre le aziende agricole del territorio possono pensare ad una copertura assicurativa sugli eventuali danni subiti, sia alle coltivazioni sia alle strutture di recinzione, per i cittadini-coltivatori il passaggio dei cinghiali rappresenta la fine di mesi di duro lavoro e di passione. Le ragioni dell’esplosione delle segnalazioni di presenza di ungulati sono daricercare anche nei cambiamenti climatici, che hanno mutato le condizioni delle aree dove solitamente gli ungulati sono soliti reperire il cibo, spingendoli quindi più a valle, verso i centri abitati. Dove, oltretutto, trovano cibo con maggiore facilità.

«“Molti cittadini e altrettanti sindaci ci stanno segnalando come il numero di cinghiali sul territorio sia aumentato a dismisura, giungendo a cercare il cibo più in basso, in corrispondenza dei centri abitati e delle imprese dove sanno di poter trovare sostentamento. Ne abbiamo parlato con l’assessore regionale all’Agricoltura Marco Remaschi nell’incontro che abbiamo avuto nei giorni scorsi. Abbiamo riportato un aumento dei danni in maniera significativa», ha spiegato l’assessore alle politiche agricole dell’Unione dei Comuni della Lunigiana Carletto Marconi. «Di fronte ad un così significativo verificarsi di attacchi di ungulati dobbiamo necessariamente studiare una soluzione che possa ridurne la popolazione e prevenire la loro discesa a valle – sottolinea ancora Marconi – Nei prossimi giorni, come Unione dei Comuni, indiremo una giornata di studio e valutazione alla quale verranno convocati tutti gli enti preposti: dal Parco dell’Appennino, passando per i Sindaci, alla Regione, facendo partecipare anche le associazioni venatorie ed i capisquadra. Bisogna trovare delle soluzioni definitive. Si può ipotizzare un maggior numero di cinghiali pro capite per ogni cacciatore oppure estendere la stagione venatoria per giungere al medesimo risultato». «Ci troviamo a riscontrare inoltre una maggiore incidenza di questi animali negli incidenti stradali. – chiosa Marconi – Anche questo ci fa comprendere che un aumento indiscriminato del loro numero, è un pericolo». —
 

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