Sconfitto il Cinipide galligeno, stop emergenza per i castagni lunigianesi
La lotta biologica con l’impiego di insetti antagonisti ha funzionato, sospiro di sollievo anche per i produttori di miele
LUNIGIANA. Il Cinipide galligeno, l’insetto che attacca i castagni è – per adesso – sconfitto. L’insetto antagonista, il Torymus, ha vinto la sua battaglia e “salvato” il raccolto. È quanto emerso dall’incontro che si è tenutoa ll’Unione dei Comuni, con l’assessore regionale Marco Remaschi, con delega all’agricoltura. L’incontro ha messo a confronto la governance locale, composta da tutti i sindaci al tavolo, con la Regione e gli imprenditori agricoli locali, con la richiesta di confronto partita da quest’ultimi, preoccupati per una possibile recrudescenza nella diffusione del cinipide in Lunigiana. A quest’incontro sono state presentati gli esami effettuati che parrebbero delineare un contenimento del parassita del castagno, contrastato in maniera efficace dai lanci degli insetti antagonisti. . «In questa giornata abbiamo fatto il punto, in maniera approfondita, dello stato di salute dei nostri castagni. – racconta l’assessore dell’Unione alle politiche agricole Carletto Marconi – Dai risultati delle analisi dei tecnici pare che non ci sia un ritorno dell’epidemia causata dal cinipide. Ci è stato spiegato che i risultati sono buoni per la Lunigiana, con l’insetto antagonista che è riuscito a limitare la proliferazione del cinipide, impedendogli di attaccare i castagni. In questo momento non è il caso di ripetere altri lanci».
Si apre una grande sfida la futuro secondo Carletto Marconi: “L’emergenza è finita, ma non è ancora debellata. Dobbiamo continuare a monitorare la situazione in maniera attenta e scrupolosa. Sul castagno e sui suoi frutti orbitano due economie, Dop tra parentesi: quella della farina di castagne e il miele. Non possiamo consentire che questi due settori ne risentano, dobbiamo tutelarli per proteggere il nostro indotto. L’assessore si è impegnato nel mettere a disposizione risorse per il monitoraggio, noi come Unione dei Comuni stiamo pensando di lanciare delle convenzioni con gli imprenditori e con coloro che lavorano nella filiera, per fare sì che diventino agenti di controllo, segnalando eventuali anomalie o incrementi della popolazione del cinipide. Tutti i prelievi che verranno effettuati saranno poi analizzati e messi a disposizione degli esperti della Regione per comprendere l’evolversi della situazione. E’ chiaro peò che le azioni del passato oggi hanno riportato ad una normalità insperata»
Una richiesta a margine dell’incontro, che esula dalla questione del parassita, indirizzata alla Regione, è stata quella di implementare il sostegno alle attività agricole che operano in Lunigiana, una realtà montana in cui fare impresa si rivela un po' più difficile rispetto ad altre aree della Toscana.
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