Il Tirreno

Allarme dei professionisti 

Genio civile, ranghi ridotti dopo l’inchiesta. Ingegneri e architetti: siamo alla paralisi

Chiara Sillicani
Genio civile, ranghi ridotti dopo l’inchiesta. Ingegneri e architetti: siamo alla paralisi

Il presidente dell’ordine: questo è un territorio a rischio sismico. Temiamo la chiusura di uffici indispensabili

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MASSA. L’edificio, di chiara impronta razionalista, è parecchio grande, ma dentro di persone ce ne sono poche. Poche perché diversi dipendenti del Genio Civile - che risponde alla Regione - sono rimasti coinvolti nell’indagine della Procura sull’assenteismo, accusati di essere usciti dall’ufficio senza timbrare il cartellino. E se per 5 di loro è scattato il provvedimento disciplinare della sospensione (quindi dopo uno stop, hanno potuto rientrare in ufficio) per 16 Firenze ha disposto il licenziamento (provvedimento contro cui pendono i ricorsi di fronte al giudice di pace). L’organico quindi è ridotto: meno personale, ma le solite pratiche da sbrigare e la vita, per chi degli uffici del genio ha bisogno ogni giorno, si fa parecchio dura. Ordini professionali in primis.

È Stefano Nadotti, presidente dell’ordine degli ingegneri in provincia, a farsi portavoce delle difficoltà con cui i tecnici - anche i colleghi architetti e geometri - sono chiamati a misurarsi. Ed è lui a spiegare che «gli ordini professionali hanno a più riprese denunciato, anche tramite lettere ufficiali, la deriva a cui ci sembra avviata la struttura del Servizio Sismico Regionale, sede di Massa Carrara, per le conseguenze dell’indagine che coinvolse alcuni dipendenti». Poi dettagli i disagi: «Gli uffici - spiega - non consentono più la possibilità di valutazione preventiva delle pratiche; è possibile essere ricevuti su appuntamento, solo in seguito ad una richiesta di integrazioni formulata dal settore sismico stesso, relazionandosi con personale di un organico, ormai ridotto sotto la soglia minima vitale; inoltre - rincara l’ingegner Nadotti - la quasi totalità delle pratiche è stata assegnata a personale operativo in altre sedi. Questo era accettabile per fronteggiare un’emergenza, ma di fatto è diventata prassi consolidata».

E a complicare il quadro sarebbero arrivati diversi pensionamenti che hanno ridotto ulteriormente l’organico: «Gli ordini professionali non possono non esprimere un giudizio severo su quanto si sta verificando. La riduzione, prossima all’eliminazione, della presenza sul territorio provinciale di un presidio essenziale, anche in virtù della considerazione che la Lunigiana è un territorio altamente sismico, risulta inaccettabile». Il timore è che la sede apuana rischi la chiusura: «Gli ordini hanno chiesto a più riprese garanzie in merito al fatto che fosse scongiurata la chiusura della sede dell’ufficio tecnico del genio civile di Massa e Carrara e che, all’opposto, questa venisse potenziata inserendo nuovo personale».

Poi Nadotti, portavoce anche degli altri ordini, fa il punto sui rischi legati ad un’eventuale chiusura: «La chiusura andrebbe a colpire un servizio strategico in una provincia già disagiata e periferica, ad alto rischio sismico ed afflitta, proprio negli ultimi anni, da numerose calamità naturali. Si avrebbero ripercussioni negative non solo sull’attività dei tecnici nel territorio, ma anche sull’efficacia e utilità del servizio pubblico, in contrasto con le direttive nazionali, che ci vedono tutti impegnati a favorire una cultura della prevenzione sismica e del miglioramento delle condizioni di sicurezza del patrimonio immobiliare e culturale del Paese».

E proprio sull’aspetto della prevenzione sismica si focalizza l’attenzione: «Un territorio, il nostro, Lunigiana compresa, caratterizzato in gran parte da sismicità medio-alta, ha la necessità di avere un presidio locale del genio civile. Si sottolinea come, in occasione dell'ultimo rilevante evento sismico, che ha coinvolto il territorio lunigianese, si siano registrati danni limitati proprio grazie all’azione di prevenzione posta in essere anche grazie all’operato del genio civile: prevenzione esplicata attraverso confronti preventivi sulle criticità progettuali, sopralluoghi, indicazioni su modalità di interventi e altro».

Perplessità anche sulla digitalizzazione dei servizi: «La generica rassicurazione che la digitalizzazione di alcuni servizi possa essere una risposta al problema non convince e ad oggi - conclude il presidente dell’ordine - non ha portato risultati sufficienti». —.


 

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