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Navi da crociera inquinanti un appello alla Capitaneria
Confimi Italia e la cooperativa pescatori Scirocco annunciano mobilitazione In allarme anche Amare Marina: facciamo attraccare imbarcazioni “green”
CARRARA. «Una nave da crociera, anche se ormeggiata, produce emissioni inquinanti che equivalgono a quelle di un migliaio di auto in coda al semaforo con il motore acceso per 10-12 ore. Per avere un’idea del problema, basta guardare ciò che esce dai suoi fumaioli, soprattutto quando è ferma in porto con i motori accesi e, dunque, vicina alla città».
A rinnovare l’allarme relativo alla presenza di queste imbarcazioni nel nostro porto è stato ieri il chimico industriale Giuseppe Chiappuella, per segnalare “una nuova, enorme nave da crociera”, rimasta ormeggiata “per almeno 10 ore”, con i motori accessi, a Marina di Carrara. «Le ciminiere di questa imbarcazione -ha scritto Chiappuella- hanno rilasciato nell’aria dei fumi estremamente maleodoranti ed insalubri. Una nave del genere deve tenere i motori accessi per funzionare e garantire i servizi di bordo. In questo modo, però, essendo le navi da crociera alimentate da un gasolio molto più sporco di quello utilizzato per le auto, vengono liberati fumi altamente tossici, contenenti ossidi di zolfo, ossidi di azoto, polveri sottili e C02».
In effetti, la sostanza che fa muovere queste imbarcazioni è il residuo della produzione di altri combustibili ed è così densa e piena di contaminanti che deve essere riscaldata anche solo per poter scorrere nei tubi che alimentano i motori delle navi. Uno dei peggiori inquinanti della Terra, infatti, sono proprio gli oli combustibili pesanti che azionano questi mezzi.
Il chimico Chiappuella ricordava anche l’esistenza di soluzioni che consentirebbero di fronteggiare il problema, come l’elettrificazione delle banchine, spiegando però che tale sistema si presenta così all’avanguardia che ad oggi in Italia le navi da crociera in grado di ospitarlo risultano soltanto due. «La presenza di navi in sosta per ore nel nostro porto con i motori accessi -conferma la vicepresidente di Amare Marina Carla Gianfranchi- è reale e noi lo andiamo denunciando dall’epoca in cui abbiamo promosso un processo partecipativo sul futuro dello scalo».
«I marinelli, però, sembrano curarsene poco, forse perché non sempre i fumi che escono da queste imbarcazioni risultano visibili- sottolinea - Ciò non toglie che tali emissioni abbiano una ricaduta assolutamente negativa sulla salute dei cittadini, soprattutto quelli che abitano vicino al porto. Non sono da trascurare neppure l’inquinamento acustico causato dallo scalo e lo scempio estetico dovuto alla presenza di enormi ammassi di container sulle banchine».
La vicepresidente di Amare Marina spiega anche che esistono navi da crociera più “green”, compatibili con l’alimentazione a gas naturale liquefatto o che utilizzano la nafta usata attualmente per i veicoli stradali a motore diesel, che per legge deve avere una concentrazione di zolfo pari a 0,1 parti per milione, anziché quella di 3000 parti di zolfo per milione presente nel carburante della maggior parte delle motonavi, preferito oggi per mere questioni di profitto.
«Queste imbarcazioni più ecologiche, però, -osserva la Gianfranchi- non attraccano mai a Carrara, almeno fino a ora non se ne sono viste».
Anche Stefano Agnesini, presidente provinciale di Confimi Italia e della cooperativa pescatori “Scirocco” di Marina, annuncia l’intenzione di convocare una conferenza stampa alla presenza di Capitaneria di porto ed Autorità portuale per denunciare pubblicamente il problema legato ai fumi tossici rilasciati dalle navi che sostano nello scalo marinello. —
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