La frase della discordia, i sindacati e il dirigente fermi sulle loro posizioni
Cgil, Cisl e Uil confermano di essere stati definiti coloro che “fanno il male dei lavoratori” Dalle Luche assicura invece: mai messo in dubbio il loro ruolo
massa. Tesissimi i rapporti tra le’amministrazione e i sindacati dopo il tavolo della scorsa settimana. Tavolo sull’organizzazione del lavoro in polizia municipale «durante il quale - spiegano Cgil, Cisl e Uil - il dirigente al personale ha accusato i sindacati di fare il male dei lavoratori».
«Nel confermare che il dirigente Massimo Dalle Luche, con affermazioni molto gravi nei confronti delle organizzazioni sindacali, culminate con la frase “i sindacati fanno il male dei lavoratori”, hanno fatto venire meno le più elementari regole del confronto fra le parti, ribadiamo - scrivono Patrizia Bernieri(Cgil FP), Enzo Mastorci (Cisl Fp) e Claudio Salvadori (Uil Fp) - che le relazioni sindacali ed il nostro ruolo di rappresentanti dei lavoratori sono previste e tutelate dalle norme. Nell’esercizio della contrattazione può succedere che le parti, a fronte di posizioni diverse, si scontrino anche pesantemente, ma sempre nel rispetto e nel reciproco riconoscimento dei ruoli. Per noi è assolutamente inaccettabile che un dirigente si permetta di offenderci e delegittimare il nostro ruolo. Apprezziamo che il sindaco si auguri che le trattative in atto possano proseguire, ma giudicando impossibile un confronto con chi ci ha accusato di fare il male dei lavoratori con fermezza pretendiamo che le offese vengano ritirate e smentite in modo da riprendere un confronto democratico ed educato. Pertanto si ribadisce che il nostro intervento sulla stampa è stato circoscritto al grave episodio citato e che solo dopo il dovuto chiarimento in merito alla gestione delle relazioni sindacali da parte della delegazione di parte pubblica potranno proseguire le trattative. Ci sorprende che il sindaco - proseguono Cgil, Cisl e uil - anziché auspicare chiarimenti su un episodio così grave, si auguri che “ non vada ad inficiare le trattative in atto”. Si ribadisce che durante l'incontro del 29 agosto - chiudono i sindacati - siamo stati oggetto di una aggressione verbale da parte del dirigente Massimo Dalle Luche con affermazioni molto gravi culminate con quella frase infelice essendo egli stesso un lavoratore che gode di un contratto collettivo nazionale ed un contratto collettivo decentrato siglato dalle organizzazioni sindacali da lui stesso accusate».
Diversa la versione fornita dal dirigente: «Dispiace - scrive in una nota - per la situazione che si è venuta a creare, ma ribadisco di non aver mai messo in dubbio la funzione dei sindacati nei confronti dei lavoratori e dei loro interessi ed auspico che possa esserci l’opportunità di un chiarimento con i referenti delle funzioni pubbliche».
L’amministrazione spiega che «il tavolo, andando avanti da alcuni mesi, ha visto svolgersi discussioni anche accese, come giusto che sia data la diversità delle posizioni, ma nel rispetto dei ruoli e dell’interesse di tutti. Seppure la frase pronunciata durante quei concitati momenti non sia esattamente quella riportata, ciò non toglie il dispiacere sia del dirigente sia dell’amministrazione per un contesto che, in questo momento, appare irrigidito ma sicuramente possibile da ricondurre ad un confronto più disteso e sereno»
«Abbiamo appreso dal segretario generale che nei prossimi giorni sarà convocata un’ulteriore riunione – aggiunge il sindaco Persiani - e come amministrazione non possiamo che augurarci che quella sia sede di definitivi chiarimenti e che possano così riprendere le trattative interrotte». —
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