Il Tirreno

Il Detersificio Bertozzi, da fine 800 fa e commercia prodotti per la pulizia

Aldo Antola
Il Detersificio Bertozzi, da fine 800 fa e commercia prodotti per la pulizia

La svoltà a metà Anni 30: «La Montedison vendette a noi il primo vagone di ipoclorito per realizzare la candeggina» 

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Massa. Da oltre un secolo produce e vende prodotti di pulizia e igiene per la casa servendo prima la provincia di Massa-Carrara e quelle limitrofe e poi ha espanso la sua attività nel Nord e Centro Italia. Si tratta dello storico Detersificio Bertozzi sas con sede in via Pellegrini zona stazione di Massa guidata adesso da Giulio Bertozzi e dalla moglie Liana. La storia parte da molto lontano, come racconta Giulio, classe 1958, che ha ricevuto il testimone dal padre Giuseppe (1929).

Ma vediamo un attimo com’è la scia della discendenza dalla nascita del Detersificio ad oggi. Tutto inizia con il nonno Angelo Bertozzi che verso la fine dell’Ottocento inizia a costruirsi e a comprare e commerciare al dettaglio i prodotti che servivano per la pulizia degli ambienti domestici o di quelli adibiti al commercio, insomma relativi alla vita del tempo. Seguono i figli Aldo e Giuseppe, più tardi appena in età di inserimento arriva Giulio che ora comincia ad essere aiutato dai figli Brenda, ingegnere edile per ora si divide un po’ fra l’azienda di famiglia e quella della professione per la quale ha studiato, e dal figlio Mattia che però al momento deve ancora completare gli studi di laurea in scienza della comunicazione, anche se è in dirittura finale. Dunque una azienda che è giunta alla quinta generazione e grazie alla continuità familiare ed all’impegno di tutti gode ottima salute. Una società formata attualmente dai quattro soci familiari e poi da tre collaboratori, due operai ed un rappresentante. Giulio inizia a spiegare come la ditta fornisce di detersivi le zona del nord e centro Italia specialmente con produzione propria di candeggina e detersivo liquido per piatti, pavimenti ed il resto. «Abbiamo anche qualche cliente al sud – inizia a raccontarci la storia Giulio mentre la moglie Liana ci segue nel colloqui ma di volta in volta deve anche badare ai clienti - ma il grosso del nostro lavoro si svolge nel nord e nel centro del paese per un volume di affari che si aggira nel milione e mezzo di euro, non poco. Fino a cinque anni fa confezionavamo recipienti da 2 e 5 litri e servivamo anche molte grosse aziende, otto Asl in Toscana e altre nelle regioni vicine. Poi pian piano ci siamo spostati più che altro sulla commercializzazione diminuendo la produzione propria».

Quindi Giulio inizia a tracciare la storia iniziale della storica ditta.

«Il lavoro del nonno Angelo si basava soprattutto sulla distribuzione delle piccole quantità familiari poi verso metà Anni 30, poco prima dell’arrivo della Montedison, nasce la vera ditta attuale situata sul piazzale della stazione con il sapone a pezzi, in gel, che veniva dall’America ed è iniziata la commercializzazione. Nel 1938 – ricorda con una certa soddisfazione Giulio - il primo vagone di carico di Ipoclorito prodotto dalla Montedison venne consegnato a noi, iniziammo cosi a fare candeggina. Io non ero ancora nato ma il racconto del babbo era nitido. Dalla cisterna di cloro e acqua venivano confezionate le bottiglie in vetro di recupero e venivano così vendute. Dopo la guerra è iniziata la vera vendita a domicilio e andavamo a vendere con i carretti, “i barrocci” trainati dagli animali. I punti più importanti di smercio erano i lavatoi pubblici che a Massa (ma anche nelle città vicine) erano numerosi: c’erano quelli “de là da l’acqua” per intendere la zona destra frigido, e gli altri. Mirteto, Borgo Ponte, Sei Ponti, Marina di Massa e altri. Poi arrivò la prima plastica, allora il babbo Giuseppe iniziò questi confezionamenti che erano come salsicciotti da riempire e staccare a seconda della richiesta, a numero».

Il progresso è continuo, il boom invade tutti i settori e la plastica soprattutto spopola. «Cosi nel 1961 – continua il racconto di Giulio - iniziano le prime bottiglie di plastica da 1 e 2 litri, pratiche ed economiche, anonime con etichette applicate a mano con l’elastico (e ce ne mostra qualcuna che tiene come ricordo). Dopo pochi anni è avvenuto il trasferimento in questa sede di via Pellegrini (proprio con ingresso nell’incrocio con il carcere ed il cimitero) dove siamo rimasti anche se abbiamo l’altro punto di produzione ed imbottigliamento nella zona industriale. L’azienda cresce, si espande dalla sola produzione di candeggina per casa e pulizie industriali siamo passati oltreché ai commercianti a servire anche gli enti e le pubbliche amministrazioni in tutta Italia. In tanti anni di attività, quasi cento, ci sono ricordi particolari? « Si – dice sorridendo Giulio – tutti ricorderete i prodotti con le etichette che davano diritto a premi o altro. Ricordo le lunghe file di signore nello stanzino del nostro punto vendita in via Cavour a Natale dove la gente veniva a ritirare i premi, in particolare giocattoli ma anche piatti ed altri articoli per la casa». —

Aldo Antola

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