Italia
Foto e sculture, così la formazione diventa un gioco
Parlare di formazione in modo diverso, non con toni accademici e nozionistici, ma come momento emotivo, ludico e creativo, mai superficiale, in grado di valorizzare con stupore idee, pensieri e punti di vista differenti. Questo in sintesi è l’obiettivo che si è posto il professo Marco Signorini, docente di Fotografia all’Accademia di Belle Arti di Carrara, quando ha curato la mostra “One Amazing Form”. Inaugurata ieri alla Galleria Valeria Lattanzi Contemporary Art in via Cavour a Carrara, inizialmente sarà una collaterale dell’evento Studi Aperti, per continuare sempre come evento collaterale nella kermesse Convivere (che ha per tema la Formazione) e terminare l’8 ottobre. Sono 3 gli artisti di questa collettiva, accumunati oltre che dalla conoscenza con il prof Signorini con il quale tutti hanno studiato (anche se in diverse scuole), anche dal rappresentare con le loro opere non un contenuto artistico, ma un processo. È così per le due donne fotografe che costruiscono le loro foto con originalità e singolari scenografie, così è per lo scultore, che fa delle sue mostre una occasione di “apprendimento artistico” accessibile ad un pubblico il più ampio possibile (dai bambini ai diversamente abili). «Nonostante io sia docente dell’Accademia di Belle Arti di Carrara, questa mostra non riguarda i nostri studenti – dice Signorini – Scultura e fotografia possono essere accumunate se pensiamo che entrambe non sono semplici istantanee, ma qualcosa di pensato e costruito fino a diventare opera d’arte. È come un percorso circolare, dove da una formazione comune si arriva a percorrere strade differenti e si ritorna poi a fare formazione, come Fabio che è anche docente». Irene Montini di Firenze, classe’94, dopo gli studi di fotografia professionale al Laba di Firenze ha lavorato con Ferragamo, Vogue, Repubblica e il Sole 24 ore. Dopo 18 anni di studio del violino ha abbandonato tutto per la fotografia e utilizza nelle sue foto un approccio poco classico, uno stile forte nel ricreare un mondo intorno di piena libertà, basato anche sui linguaggi moderni dei social. Cecilia del Gatto di Fermo, classe’95, è ancora studentessa di fotografia presso l’Accademia di Brera. Usa manichini a cui toglie l’identità mascherando il volto con fili colorati, giocando sulla difficoltà di comunicare dei giorni nostri. Fabio Tasso di Savona, classe’90, ha frequentato all’Accademia di Carrara solo il biennio di scultura, non dedicandosi alle pietre. La sua arte concettualmente si ispira a quella preistorica, anonima e figlia dei materiali e della tecnologia del tempo. Le sue opere, create con ogni tipo di materiale che si può colare come metallo fuso, resina, cera, cementi, considera la plastica il materiale dell’epoca corrente e classifica e nomina le sue opere con codici cifrati. La mostra è visitabile da martedì a sabato (17 – 20), anche su appuntamento. Per info Galleria Valeria Lattanzi ww. galleriavalerialattanzi. it cell. 3389965819 – mail: info@galleriavalerialattanzi. it . —
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