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Erosione, le zone più a rischio sul litorale apuo-versiliese e il progetto dei Paladini
L’associazione: sabbia dalla Versilia per la costa apuana in difficoltà. E alla riunione partecipa anche il comico Ferrini con la sua Signora Coriandoli
Massa. Certo non è mancata l’ilarità quando il comico Maurizio Ferrini, che interpreta l’intramontabile Signora Corandioli, ha detto la sua, a suon di gag e battute, sull’erosione. Ma la riunione dei paladini apuo-versiliesi al bagno Pennone di Forte dei Marmi giovedì scorso è andata al cuore dei problemi del litorale. Ricordando che al primo posto, nella lista delle priorità, c’è la lotta all’erosione. Durante la riunione, infatti, è stata ribadita la necessità di raccogliere fondi per promuovere dati scientifici sul fenomeno erosivo. Non solo, i paladini hanno pure ribadito la necessità di portare sabbia dalle zone di accumulo, tra cui Costa dei barbari (Viareggio), a quelle in sofferenza. E tra le aree in sofferenza, molte, purtroppo, sono in quel di Massa: Partaccia, Ronchi, Poveromo. «Bisogna pensare a una manutenzione della costa - è intervenuto alla riunione il professor Mauro Rosi, ideatore del Forum Internazionale del Mare e delle Coste di Forte dei Marmi - portando sabbia alle zone in sofferenza. Non basta il ripascimento a Poveromo su 800 metri previsto per questo ottobre, bisogna muoversi su tutta la linea».. Interventi su tutto l’arenile nella certezza - chiedono i paladini - che non si realizzi l’ampliamento del Porto di Marina di Carrara: «Se si passa all’ampliamento del Porto di Carrara - chiarisce, infatti, Orietta Colacicco, presidentessa dei paladini - si vanifica qualunque intervento e investimento». A rafforzare il concetto, durante la riunione, le immagine illustrate dal consigliere Umberto Nesi, immagini che mostravano «lo sviluppo dell’erosione a seguito della realizzazione del Porto di Carrara negli anni ’30». Immagini che alimentano anche la preoccupazione del sindaco di Forte dei Marmi Bruno Murzi, presente all’incontro: «Ha ribadito la sua preoccupazione - spiegano i paladini - davanti a un’ipotesi di ampliamento, il Comune di Forte ha infatti presentato ricorso al Tar, insieme ai balneari di Forte e ad alcuni di Montignoso e Massa e ai camping della Partaccia».
E se i paladini temono l’ampliamento del porto di Marina di Carrara, per quel porto, disegnano anche un futuro alternativo, futuro che immaginano legato a quello che Paolo Corchia, tra i consiglieri fondatori dei paladini e vicepresidente nazionale di Federalberghi, definisce ripensamento del settore turistico: «Ci vuole - chiude Orietta Colacicco - la conversione del porto di Carrara in turistico, senza nessun ampliamento, lasciando una banchina per il commerciale, ci vuole il porto tratteggiato per i Paladini dall’architetto Tiziano Lera, socio sin dalla costituzione della associazione, cartolina promozionale permanente che recita il marmo in tutte le sue forme, dai blocchi sul piazzale, alle statue in mare e lungo i percorsi, all’anfiteatro. Il porto del Marmo, che può essere solo a Carrara, porto di ingresso a tutta l’Apuoversilia, la cui economia turistica, del valore stimato in tre miliardi di fatturato per 15.000 occupati, e il cui grande patrimonio immobiliare sono da tutelare».
Un progetto per l’intero litorale che parta dalla conoscenza dettagliata del fenomeno erosivo. Ecco quindi la raccolta fondi: «Ora noi Paladini dobbiamo attivarci – ha detto Orietta Colacicco, presidentessa dei Paladini Apuoversiliesi - per far partire queste analisi, con una raccolta fondi che parte dalla nostra associazione, per allargarsi ad altre associazioni come i Lions, presenti e molto attenti con la presidente del Club Pietrasanta e Versilia Storica Alessandra Morandi, imprese private e istituzioni, in testa i Comuni del territorio apuoversiliese. Anche raccogliendo poco, in tanti si può raggiungere un buon risultato, ma bisogna muoversi e subito». Per studiare l’erosione e correre ai ripari —
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