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Da Fantiscritti a Roma, i segreti della costruzione della Colonna Traiana

F.V.
Da Fantiscritti a Roma, i segreti della costruzione della Colonna Traiana

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carrara. Un pezzo di mostra, “Costruire un capolavoro: la Colonna Traiana”( fino al 6 ottobre presso Limonaia del Giardino di Boboli, Firenze) è stata portata anche a Carrara, prima delle tre tappe dell’Alta Toscana, che prevede nell’itinerario anche Aulla, ieri sera, e Pietrasanta questa sera alle 21 nella Sala Convegni Chiostro di Sant’Agostino. La Colonna Traiana torna quindi alle origini della sua storia, come una sorta di viaggio a ritroso rispetto a quello compiuto dai 29 enormi blocchi di marmo che la compongono e che, estrapolati dalle cave di Fantiscritti (che conservano ancora dei blocchi risalenti all’epoca romana e rimasti lì perché difettosi), hanno raggiunto la Città Eterna nel 113 A. C.. Un racconto fatto di immagini, ricostruzioni storiche, reperti tecnologici di quell’epoca, disegni e modelli ricostruttivi realizzati dallo scultore pietrasantino Claudio Capotondi e donati al Museo Galileo di Firenze: un racconto messo a punto ipotizzando quali fossero state le tecnologie usate per questo immenso capolavoro di logistica e di organizzazione di cui le nostre terre sono state scenario. Emma Castè infatti, direttrice artistica di Comitato Pro Torano assieme a Paola Malatesta e in stretta collaborazione con il Museo Galileo e la Galleria degli Uffizi di Firenze, ha dato il via a questo trittico di convegni con al centro la mostra fiorentina. Davanti a un pubblico molto attento, con in prima fila il sindaco Francesco De Pasquale, hanno preso la parola sia Fabrizio Paolucci, curatore dell’arte classica e coordinatore delle attività scientifiche della Galleria degli Uffizi, sia Giovanni Di Pasquale direttore artistico della mostra e il consigliere regionale Giacomo Bugliani.

«E’ uno dei simboli della civiltà fatto erigere per celebrare la conquista della Dacia e il suo marmo proviene sicuramente da Fantiscritti, come ci hanno confermato le analisi su alcuni frammenti fatte fare negli anni 90» racconta Di Pasquale, che spiega la sorprendente complessità dell’operazione:«Blocchi enormi-illustra Di Pasquale- che sono stati trasportati da Fantiscritti fino Luni imbarcati per percorrere il tratto di mare tra Luni e Ostia e portati risalendo il Tevere nel cuore di Roma». Al suo interno la Colonna è percorribile con una scala a chiocciola di 185 gradini, a spirale archimedea per cui i blocchi dovevano essere perfettamente levigati e combacianti». —F.V.

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