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«Visite “fuori zona” e poca informazione È dura per gli anziani»
massa. I sindacati le loro perplessità sull’organizzazione sanitaria le hanno sempre espresse con la massima chiarezza. Adesso però Cgil, Cisl e Uil, unitamente alle federazioni dei pensionati, tornano sul tema sottolineando che quella apuana non è - per parafrasarli - una sanità per anziani: «Gli anziani rappresentano la categoria che maggiormente risente dei disservizi: le difficoltà agli spostamenti rendono impraticabili soluzioni che vengono proposte lontano dal luogo di residenza, spesso ai sintomi in atto si aggiungono patologie croniche o complesse che necessitano di continuità di assistenza o di scrupolose anamnesi, in genere non conciliabili con i tempi previsti dalla scansione degli appuntamenti, per di più complicati da difficoltà di comunicazione specialista -paziente».
Appuntamenti in sedi lontani e assenza di servizi di trasporto per raggiungerle. E non finisce qui per i sindacati: «Spesso l’informazione sui servizi è carente e su questo un corretto rapporto con i corpi intermedi (associazioni, patronati) potrebbe facilitare l’esercizio del diritto alla salute. I provvedimenti adottati per ridurre i tempi di attesa non sembrano aver dato miglioramenti significativi». E il risultato - Cgil, Cisl e Uil tirano le conclusioni - «è un ricorso non proprio appropriato ai pronto soccorso intasando strutture già di per sé inadeguate, un abbassamento degli interventi di prevenzione e un’esplosione del ricorso alla sanità privata». E chi i soldi non ce li ha «rinuncia spesso a curarsi».
Attacco anche sulle Case delle salute che dovrebbero garantire risposte in termini di cure sul territorio: «Ad oggi le Case della salute, previste nel piano operativo, sono per lo più semplici targhe affisse all’esterno degli edifici. Non esiste un vero confronto con le istituzioni preposte che garantisca date certe per la realizzazione sia della sede di Avenza, sia di quella al centro di Carrara, dove “la cittadella della salute” sembra muoversi nel regno dell’Utopia, nonostante gli impegni solennemente presi con la cittadinanza. A Massa si aspetta ancora, a distanza di più di sei anni, una proposta credibile di localizzazione. Ricordiamo al sindaco di Carrara, presidente della Conferenza zonale e al sindaco di Massa - concludono i sindacati - che hanno l’onere di rispondere della salute dei cittadini. Chiediamo chiarezza di idee su localizzazioni, tempi e impegni finanziari per dare concretezza a progetti che permettano agli abitanti di tutta la provincia di uscire dalla condizione di minorità nei confronti delle altre zone della regione e di essere correttamente tutelati nel loro diritto alla salute». —
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