Il presidio
Ottavia, esperta in malattie degenerative, va a Cambridge
Carrara, ha ottenuto la laurea specialistica alla normale e ha un dottorato in neuroscienze
CARRARA. La marinella Ottavia Vitaloni è incidentalmente nata a Barga nel ‘92 perché la madre, Vanda Pianini, colta dalle doglie del parto, dovette essere ricoverata nell’Ospedale del Borgo d’elezione di Giovanni Pascoli. Per una di quelle casualità della vita che hanno riscontri profetici nelle parole di grandi uomini e, misteriosamente, vaticinano il decorso di un’esistenza, per Ottavia sono suonati come un “Segno del destino” i due ultimi versi del Grande Poeta nel suo componimento, L’Ora di Barga: “… è tardi è l’ora!...” di nascere evidentemente, e poi: “…Sì, ritorniamo dove son quelli ch’amano ed amo.” Dopo la degenza era quindi il tempo di tornare agli affetti del paese d’origine: Marina di Carrara. Qui è cresciuta e ha afferrato, al pari degli intrepidi suoi avi e compaesani marinai della vela, il timone della sua carriera ed ha affrontato le difficoltà scolastiche sempre crescenti superandole più che brillantemente. Terminate le medie, si è iscritta al Liceo Scientifico Marconi di Carrara dove si è diplomata a pieni voti, indi è passata alla facoltà di Biologia a Pisa e, dopo il “trennio”, ha superato, nel 2015, la selettiva prova per l’accesso alla “Scuola Normale Superiore” dove è stata licenziata, nel 2017, con 110 e Lode discutendo la tesi dal titolo: “Expanded Genetic Code approaches to introduce post-translational modification into proteins of interest”. Nel ’17 ha vinto la borsa di studio per il Dottorato in neuroscienze delle malattie neurodegenerative (Alzhaimer…) e quest’anno, ad ottobre, è attesa al laboratorio di biologia molecolare del “Medical Research Council” all’Università di Cambridge. Parla correntemente, sembra superfluo dirlo, l’Inglese, conosce il Francese ed il Cinese. In attesa dell’Inghilterra aiuta il padre Alessandro nel ristorante “M 34”, servendo ai tavoli. È qui che l’abbiamo conosciuta ed intervistata. Al nostro tavolo cenavano, con relative consorti, assieme al Presidente del Club Nautico, il Prof Gianni Ghirlanda ex direttore della clinica diabetologica del Gemelli e, nello stesso Istituto, vice preside della facoltà di Medicina; suo fratello l’ing. Francangelo ex direttore della Bauli a Verona. Quasi una commissione d’esame, che ascoltava Ottavia scorrere il suo curriculum, fra lo stupito e l’ammirato; anche perché, detto per inciso, è una bella ragazza. E questo non guasta, anzi. Ma quello che ha più meravigliato chi scrive, è il messaggio da lei spedito a posteriori e che riportiamo per intero: “A me piacerebbe che emergesse quanto sia importante investire nella ricerca e vorrei invitare i ragazzi a provare il test di ingresso alla Normale; perché apre la mente, insegna a ragionare e guardare il mondo con curiosità”. Questa sua chiosa, magicamente direi, ispirata ad un animo nobile e sensibile come quello di Ottavia, da un umanissimo Poeta (il Pascoli d’apertura) le fa onore quanto, e forse più, dei suoi già prestigiosissimi titoli. Auguriamo alla nostra scienziata una luminos carriera costellata da infiniti successi: nella vita e nel lavoro. — Paolo Cucurnia
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