Il presidio
Alcoltest su 158 giovanissimi. Risultato? Il 69% ha bevuto troppo
Su 14 minorenni, 12 risultano positivi. Una ragazza al limite del coma etilico. ll dottor Varese: dobbiamo lavorare insieme. Locali e bar collaborino con noi
MASSA. Quando la ragazza, appena maggiorenne, ha soffiato nell’etilometro, il risultato ha lasciato a bocca aperta: 3,73 grammi di alcol per litro. Valore vicinissimo al coma etilico (4 grammi per litro).È vero: l’etilometro utilizzato per il progetto “Sos unità mobile” non è omologato e un margine d’errore va messo in conto. Rimane comunque un’evidenza: con l’alcol i giovani hanno confidenza, troppa confidenza. Anche quando sono ancora lontani dai 18 anni. A confermarlo sono i dati dell’iniziativa voluta dall’assessore al sociale Amelia Zanti e dal dottor Maurizio Varese, direttore dell’area dipendenze dell’Asl, in collaborazione con la comunità terapeutica della Brugiana e la Croce Rossa. La notte tra il 22 e 23 agosto, infatti, di fronte ad un locale del litorale, 158 ragazzi (99 maschi e 59 femmine) hanno accettato di sottoporsi all’alcoltest. Di questi, 14 - 6 ragazzini e 8 ragazzine - erano minorenni. Il 69% dei giovani che ha soffiato nell’etilometro è risultato positivo. Positivi anche 12 dei 14 minorenni.
E, a chiudere il quadro già poco incoraggiante, quella ragazza con un valore al limite del coma etilico. . «Considerato anche il contesto, si tratta di un’indagine da prendere con la dovuta cautela» ci tiene a precisare il dottor Varese. Insomma, risultati che non hanno valore scientifico, ma contribuiscono comunque a disegnare un quadro allarmante: «I dati - ammette lo stesso dottor Varese- sono preoccupanti sia per la percentuale di positivi, sia perché poco meno della metà aveva un tasso alcolemico superiore al limite massimo consentito per la guida. Inoltre il 25% dei positivi aveva un tasso alcolemico indicativo di uno stato di vera e propria intossicazione da alcol, con una punta oltre il 3,7%, valore soglia del coma etilico».
E a preoccupare ancora di più il fatto che «quasi la totalità dei minorenni testati sia risulta positiva: anche se il campione è molto esiguo, il dato è indicativo del fatto che i minori possono avere libero accesso alle bevande alcoliche». Descritto un quadro, il medico lancia l’appello: «Dobbiamo riflettere sulle misure da mettere in campo:Asl, comuni, Prefettura, ma anche i gestori dei locali da cui serve maggiore collaborazione». Come?«Nel non somministrare bevande alcoliche ai minorenni, favorendo -aggiunge Varese - la vendita di acqua che aiuta a reidratare l'organismo».
Dati allarmanti, ma centrato lo scopo dell’iniziativa: informare e sensibilizzare. «Sono stati effettuati molti test - spiega l’assessora Zanti - purtroppo i risultati non ci rincuorano e ci fanno capire che c’è ancora molto da lavorare anche perché alcuni ragazzi avevano bevuto alcolici prima di entrare nel locale. Si sono fermati anche giovanissimi, hanno fatto domande. Dobbiamo impegnarci per potenziare questi progetti rendendoli continui. Informazione e prevenzione, rivolte ai più giovani, sono fondamentali». —
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