Il Tirreno

PAURA ALLA FOSSA

Crolla a terra dopo uno scontro di gioco: «Non riuscivo più a muovermi»

Tommaso Silvi
Gennaro Ammirati con la maglia del Don Bosco Fossone
◗
Gennaro Ammirati con la maglia del Don Bosco Fossone

Attimi di terrore durante una partita di calcio di un torneo giovanile

3 MINUTI DI LETTURA





CARRARA. Ventidue giovani calciatori che urlano disperati in campo. Qualcuno ha le mani nei capelli, altri le lacrime agli occhi. Decine di genitori aggrappati alla rete di recinzione. Poi il silenzio. L’ambulanza. Le sirene. E la fine anticipata della partita. Come si può correre dietro al pallone quando un amico, nel rettangolo di gioco, ha appena rischiato di perdere la vita e sta correndo all’ospedale? C’è il racconto drammatico di una serata da incubo. E c’è la voce di un giovanissimo calciatore che disegna il lieto fine. Ma la sera di martedì 27 agosto al campo “Boni” di Fossone si è respirato il panico. Quello vero. «Ricordo solo di aver sbattuto contro un avversario, poi mi sono risvegliato in ambulanza». A parlare è Gennaro Ammirati, classe 2000, centrocampista del Don Bosco Fossone. Martedì, nel derby con l’Atletico Carrara, nel torneo “Geppo”, è crollato a terra dopo uno scontro di gioco con un avversario.

«Sentivo che non riuscivo a muovere le braccia e le gambe. E neppure ad aprire la bocca. È stata una sensazione tremenda - racconta il calciatore - ed è andata avanti per parecchi minuti». A Gennaro è stata immediatamente tirata fuori la lingua dalla bocca. Così si fa per evitare che la respirazione venga compromessa, nel caso di forti colpi alla testa. Poi è arrivata l’ambulanza, che lo ha caricato nello sconcerto generale portandolo al pronto soccorso. «Mi hanno fatto diversi esami per capire l’entità del trauma - racconta ancora Gennaro Ammirati - ma per fortuna è stata solo una botta, a tarda notte sono stato dimesso». Mercoledì 28 agosto in molti, tra compagni di squadra e amici, hanno contattato la famiglia del giovane giocatore per avere informazioni sulle condizioni di Gennaro.

Atletico Carrara-Don Bosco Fossone non è solo un derby. È prima di tutto una partita tra due realtà sportive vicinissime, tra ragazzi che frequentano gli stessi locali, la solita scuola, o che addirittura si divertono nella solita compagnia. L’incidente di Gennaro ha scosso tutti. Compagni e avversari. Perché tutti lo conoscono bene. «Non ho mai ricevuto così tanti messaggi, neppure per il compleanno», scherza Gennaro, sereno e sorridente dopo il grande spavento che ha vissuto e ha fatto vivere a tutte le persone che gli vogliono bene. Presto tornerà a giocare - «il medico mi ha detto di stare fermo per 4-5 giorni, non di più», dice -, ma per i contrasti di testa ci vorrà un po’ più di tempo. «Sicuramente all’inizio avrò paura, il ricordo della botta c’è e farà effetto. Però poi tutto tornerà come prima, ne sono sicuro». Non ha paura Gennaro, ma solo tanta voglia di tornare a correre sul rettangolo verde. Il prima possibile. La famiglia e gli amici, nel frattempo, tirano un sospiro di sollievo e puntano lo sguardo in alto. A Gennaro è andata bene. Ma ora è tempo di pensare di nuovo al calcio. E Gennaro stasera sarà in tribuna al “Boni” a seguire la ripetizione del derby, sospeso martedì dal direttore di gara dopo il violento scontro di gioco.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera