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«La città di Carrara chieda scusa ai vinchesi per l’eccidio del 1944»
FIVIZZANO. «Ora la città di Carrara chieda scusa ai vinchesi». Torna su uno scottante argomento lo scrittore e storico casolino Fabio Baroni. E lo fa all’indomani della storica visita dei Presidenti di Italia e Germania a Fivizzano per celebrare il 75° delle stragi nazifasciste avvenuto nel territorio comunale.
«Dunque, avevo ragione io -scrive Baroni- nel 2008 chiesi pubblicamente e reiterai la richiesta nel 2009 e nel 2010 alla Città di Carrara, nella figura del suo Sindaco, di fare quello che è avvenuto, con il Presidente della Repubblica Tedesca: chiedere scusa alla Comunità di Vinca per l’Olocausto che partì da Carrara il 24 agosto 1944 e durò 3 giorni ad opera di tedeschi nazisti ma soprattutto di fascisti italiani, in gran parte carrarini».
Qui lo scrittore, che fu allievo dello storico della Resistenza Giulivo Ricci aggiunge «i fatti sono noti e li ho riportati nel saggio storico, dedicato al compianto prof. Giulivo Ricci, massimo studioso della Guerra di Liberazione in Lunigiana, titolato “La strage di Vinca. Un olocausto che attende verità”. Già, la verità. Chiedevo nel 2008 e 2009 al sindaco di Carrara di fare un gesto simbolico e molto nobile, esattamente come avevano fatto Willy Brandt a Varsavia, Papa Giovanni Paolo II in Israele e Udo Surrer a San Terenzo Bardine, e cioè chiedere scusa a Vinca».
E poi prosegue «ho aspettato sul greto del fiume ed è avvenuto tutto: il Presidente della Repubblica Tedesca ha chiesto scusa ai vinchesi per i crimini di tedeschi. Ora mancano le scuse della città di Carrara, tramite il suo sindaco, per i crimini di carrarini, ma bene sarebbe che chiedessero scusa anche i Sindaci di altri Comuni, eliminando così una macchia su una Città democratica e libera di cui quegli assassini furono figli degeneri».
Baroni chiede poi che al presidente Sergio Mattarella zsia inviata la documentazione vera e probante (che il Comune di Fivizzano ha nella sua Biblioteca) sulla strage “italiana” di Vinca, in modo che anche lo Stato italiano dia un riconoscimento specifico ai vinchesi che hanno così duramente pagato colpe di altri italiani”. E poi chiedo si faccia un monumento non alle vittime ma a massacratori per bollare nella Storia la loro infamia, a futura memoria perché, come ha ricordato Mattarella, si cancelli ogni possibilità che ciò ritorni». —
M.L.
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