Il Tirreno

Dopo gli incidenti 

Mangia Trekking: «Sui sentieri ancora gente in ciabatte»

Mangia Trekking: «Sui sentieri ancora gente in ciabatte»

L’associazione rinnova l’invito ad avventurarsi in montagna con calzature adeguate. Infortuni e cadute causano dispendio di uomini e forze

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MASSA-CARRARA. Da molto tempo l’associazione Mangia Trekking denuncia il comportamento di chi si avventura nei sentieri di montagna senza idonee calzature. «Purtroppo - scrive l’associazione in una nota - anche recentemente sull’Appennino Tosco-emiliano l’associazione ha dovuto assistere a un incidente causato proprio dall’assenza di calzature adeguate. Seppur la diffusione degli “avvisi” sia ampia - scrive ancora Mangia Trekking -, lungo i sentieri si continuano ad osservare dimostrazioni di incredibile superficialità. Durante una recente iniziativa sull’isola Palmaria, mentre l’associazione dell’alpinismo lento, con impegno, ha colto l’occasione di una camminata di periplo per accrescere e garantire le condizioni di sicurezza delle vie sentieristiche isolane, ha tristemente constatato che vi sono persone che continuano a transitare con sandali e “ infradito”».

La nota si conclude: «Purtroppo, tra loro, non soltanto turisti balneari, che inconsapevoli e imprudenti si sono addentrati lungo i percorsi, ma anche persone che affermano di essere esperti di montagna, e sostengono di portare nel loro zaino, corde, rinvii e buone calzature. Così l’associazione Mangia Trekking, che non vuol insegnare nulla ad alcuno, che ha rispetto del fatto che ognuno possa indossare ciò che preferisce, desidera ricordare a tutti, ma soprattutto ai cosiddetti “esperti”, che la formazione e la conoscenza, si dimostrano con i buoni esempi, i quali ben tracciano i limiti tra superficialità e serietà. In occasione di ogni infortunio si mobilitano uomini e mezzi, con dispendio di energie e costi che ricadono sulla comunità, ovvero su ognuno di noi». —



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