Meteo
Venditore offeso nel parcheggio di supermarket
A raccontare l’episodio una donna che si è trovata ad assistere alla scena Oggetto degli insulti un uomo africano che chiede elemosina
AULLA. Un grave episodio di razzismo si è verificato ieri mattina nel parcheggio del supermercato Eurospin alla Filanda di Aulla.
Vittima - stando al racconto dei testimoni - il ragazzo che chiede l'euro del carrello della spesa a chi esce dal supermercato, impegnandosi in cambio ad aiutare nel riporre la spesa in macchina e a riportare il carrello al suo posto. All'episodio ha assistito Eva Ambrosiani, che ha reso pubblico il fatto su Facebook: «Questa mattina sono andata a fare la spesa con mia figlia di 4 anni, all'Eurospin. E fin qui direte...e allora? Quando sono uscita dal supermercato - scrive la donna su Facebook - c'era il solito ragazzo che si trova lì ogni giorno che mi ha chiesto il carrello per avere il soldo dentro, ma io ho il gettone e così lui mi ha salutata augurandomi una buona giornata, ed è andato verso un’altra automobile, chiedendo con cortesia se poteva aiutare a mettere dentro la spesa per poi avere il carrello. Gli è stato per contro risposto dalla signora, in compagnia del marito, a suon di insulti osceni e vergognosi».
E aggiunge che la signora ha terminato il suo monologo con una offesa molto pesante, «urlando al ragazzo in mezzo al parcheggio. Lui tornando indietro aveva il viso rigato dalle lacrime. Mia figlia vedendolo ha pianto e mi ha chiesto il perché questa signora l'ha trattato così e io non ho saputo risponderle perché avevo un nodo in gola che non mi permetteva di parlarle. Se non avessi avuto mia figlia dietro, cara signora - scrive ancora la donna - sarei venuta a dirle che è una grandissima maleducata, persona insignificante e vomitevole. Io sono andata dal ragazzo e accarezzandolo gli ho detto di non badare a quelle parole perché le persone sono cattive ma non tutte sono così, per fortuna».
Eva Ambrosiani, contattata telefonicamente, conferma il fatto e aggiunge: «Mi sono sentita davvero delusa e triste, però non bisogna restare indifferenti. Dopo che ho assistito alla scena, ho detto al ragazzo di non badare a certa gente, che non siamo tutti così, e soltanto la presenza di mia figlia piccola, che non volevo mettere in mezzo a delle discussioni, mi ha impedito di intervenire». —
Gianluca Uberti
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
