Il Tirreno

L’appello di un abitante di bergiola 

Presidente Mattarella, veda com’è in degrado la scuola della strage

Presidente Mattarella, veda com’è in degrado la scuola della strage

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CARRARA. Lucio Gigli, di Bergiola, ha scritto una lettera aperta indirizzata al prwsidente della Repubblica Sergio Mattarella, con l’obiettivo di sensibilizzarlo verso le condizioni della scuola di Bergiola (foto sopra), ormai in abbandono. Scuola che fu teatro della strage del 16 settembre del 1944.

«Signor presidente - scrive Gigli (foto qui a fianco)- sono particolarmente felice di saperla qui sulle nostre montagne, ad onorare i nostri caduti, io sono nato subito dopo la guerra, però conosco molto bene le vicende di quel periodo, in casa mia non si parlava d'altro».

«Io non ho conosciuto mia nonna materna, le mie quattro zie di cui una di soli 11 anni; e mia madre è stata ferita ad una gamba nell'intento di proteggere mio fratello da una raffica di mitra. Le lascio immaginare l'atmosfera che regnava in casa e nel paese, per anni mi svegliavo all'improvviso durante la notte e vedevo tedeschi e maimorti dappertutto».

«Quel pomeriggio del 16 settembre 1944 in un paio d'ore il paese venne distrutto, 73 innocenti trucidati vivi e bruciati nella scuola del paese. La scuola del paese l'edificio a cui sono particolarmente legato, è il "luogo della memoria"

«La prego signor presidente so che lei arriverà in elicottero, sorvoli la zona di Bergiola Foscalina non è distante da Fivizzano, capirà l'amarezza mia e quella dei miei compaesani, osservando quel rudere, che si sta sgretolando e nessuno interviene: una vergogna, non aggiungo altro». La scuola elementare è intitolata a Vincenzo Giudice, medaglia d'oro al valor militare. —



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