Il presidio
Irene, la maga degli abiti che veste l’uomo manager
Il suo è un marchio di lusso, completamente ecosostenibile
MASSA. Facile fare la sarta, più difficile la stilista, quasi impossibile diventare una stilista specializzata in abiti ecosostenibili maschili per manager d’azienda. Ma qualcuno ce l’ha fatta ed è una gloria tutta massese chiamata Irene Laudini. Una nicchia talmente ricercata che in termini di marketing si potrebbe tranquillamente definire "un brand con pochissimi competitor", un prodotto che da una approfondita ricerca di mercato sembrerebbe quasi essere più unico che raro.
Dopo un lungo periodo di gestazione e tanti studi e ricerche, pochi mesi fa una giovanissima ragazza ventottenne di Massa, Irene Laudini, ha lanciato il suo marchio "Aesthego", un ethical luxury bespoke brand (cioè un marchio di lusso etico su misura) rigorosamente ecosostenibile dal filo al bottone. Praticamente una boutique digitale rivolta a una clientela globale, in grado di fornire abiti su misura con tutti i comfort e componenti naturali (certificati), in modo da soddisfare l’esigenza di morbidezza, praticità, stile ma anche animo vegano del possibile compratore. Target di riferimento: l’uomo manager, impegnato in affari e in riunioni 24 ore al giorno.
Per prendere le esatte misure, Irene e il suo socio (che si occupa del social marketing del brand) stanno prendendo accordi con sviluppatori di app ad alta definizione, in modo che da qualsiasi parte del mondo il manager interessato al prodotto possa essere in grado di fornire le proprie misure semplicemente grazie ad una foto su smartphone. «Le mie creazioni superano il concetto di prodotto fashion, trasformandosi in vere e proprie opere d’arte. I capi sono completamente artigianali e la cura del dettaglio è massima. Dietro ogni rever o una impuntura c’è una filosofia. Abbiamo rinforzato la tasca interna come barriera per le emissioni elettromagnetiche del cellulare, abbiamo messo doppio strato di stoffa sotto le ascelle. Le tasche sono il nostro punto di forza. Lavoriamo esclusivamente lana con tinture naturali, senza coloranti o con fibre naturali rigenerate e collaboriamo con la Subalpino di Biella (che lavora lana a km zero proveniente al 100% da velli di animali delle prealpi Biellesi) e con la Tollegno 1900, un’azienda che con tecnologie ad impatto 0 lavora lana tosata da professionisti senza stress per gli animali, di provenienza dalla tenuta Beaufront in Tasmania famosa per le pecore merinos. L’avere scelto di dedicarmi esclusivamente a linee maschili è una sfida: troppo facile realizzare capi per donna o bambino. L’uomo è costretto in poche tipologie di vestiti ed è questo che stimola la mia creatività».
Nata a Massa, dopo il liceo classico Irene frequenta l’IED Moda Lab dove nel 2012 si laurea Fashion designer. Dopo un’esperienza con il gruppo Marzotto, dal 2015 al 2016 si specializza con un Master in Fashion Design Menswear all’Istituto Marangoni di Milano, una delle scuole di moda più prestigiose al mondo. Nel 2016 vince il premio Ermenegildo Zegna Menswear Award e lavora per Dolce e Gabbana, poi il grande salto di una linea tutta sua.
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