Il Tirreno

il comitato referendario 

«Da Persiani e i suoi parole, su Gaia si vada al referendum»

«Da Persiani e i suoi parole, su Gaia si vada al referendum»

La sfida all’amministrazione a passare dalle dichiarazioni a un gesto concreto «Si presenti in consiglio una risoluzione apposita»

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massa. Fa un po’ di storia il Comitato referendario per Gaia ente pubblico. Un po’ di storia che va dai referendum per l’acqua, le posizioni politiche di tanti fino all’attuale situazione, nel piccolo, dell’ente gestore Gaia.

«Il governo Berlusconi provò ad affossare il referendum sull'acqua del 2011, il PD ha stravolto la legge di iniziativa popolare dei movimenti dell'acqua, il governo giallo-nero ha privatizzato la gestione delle acque nel sud Italia e congelato la proposta di legge popolare sull'acqua pubblica. A questo punto non ci stiamo più. E partiamo dal nostro territorio per chiedere il conto. Siamo stanchi degli annunci, delle tattiche, delle dichiarazioni di intento confuse e cerchiobottiste».

Il Comitato si rivolge direttamente agli amministratori: « Vi sta a cuore la pubblicizzazione vera della distribuzione dell'acqua? Avete la maggioranza nella città? Allora che le forze di maggioranza del Comune di Massa presentino una risoluzione, a norma dell'articolo 13 del Regolamento sui referendum, in consiglio comunale e si vada in tempi brevissimi alla consultazione popolare per trasformare Gaia da società per azioni in azienda consortile di diritto pubblico con la creazione di un comitato popolare di gestione a cui partecipino rappresentanze di singoli cittadini e di associazioni ambientaliste, come avviene in molte città in Europa».

L’accusa è quella di produrre molte parole. E zero fatti. «Sono finiti i tempi in cui si producono documenti degni del periodo precedente alla prima Repubblica, in cui si dice tutto e il contrario di tutto, mentre la gestione della distribuzione dell'acqua è carente, mentre le bollette sono spesso insostenibili. In un anno di governo 5 stelle e Lega non c'è stato un solo cambiamento sull'autorità nazionale di controllo dei servizi idrici che invece avrebbe potuto modificare il carico sulle bollette. Anche per questo le lacrime di coccodrillo dell'amministrazione leghista che amministra la città ci sembrano fuori luogo: scaricano le colpe sul governo che loro stessi rappresentano. Noi siamo pronti a confrontarci sul referendum consultivo di trasformazione di Gaia non solo nel comune di Massa, ma in ogni comune». —

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