Il presidio
Il Comitato di associazioni chiede il cambiamento «Ora gestione pubblica»
Lettera aperta di una serie di organizzazioni a sindaci, consiglio regionale ed enti Left spinge per convocare un’assemblea aperta a tutti
massa. «Gaia deve cambiare. E il percorso politico deve essere avviato da chi, sindaci soci in primis, può dare l’indirizzo politico per realizzare questo cambiamento». Con questo intento il Coordinamento dei comitati e delle associazioni per la depurazione e le bonifiche invia una lettera aperta ai già citati sindaci, al consiglio regionale e al suo presidente chiedendo con tre richieste precise: «che si dia avvio in tempi certi e celeri, alla trasformazione dell’azienda Gaia spa; che si attivi a partire da ora un processo di cambiamento in cui si preveda una gestione totalmente pubblica del servizio idrico integrato, partecipata dai cittadini, non centralizzata ma organizzata per bacini idrografici, realizzata attraverso l’affidamento del servizio ad enti di diritto pubblico e non di capitale, che perseguano finalità sociali e ambientali e che non generino profitti sull’acqua pubblica e che tutti gli organismi competenti in materia si attivino per risolvere i problemi sopra enunciati».
Il Coordinamento si presenta così: «abbiamo costituito questo nostro coordinamento dei comitati e delle associazioni come ‘luogo’ di confronto, di discussione, di proposte e di denuncia e che, specificatamente nel territorio di Massa Carrara, in questo periodo siamo particolarmente impegnati nella questione legata al servizio di depurazione delle acque e ai vari aspetti ad esso collegati, gestiti da Gaia spa».
Il Comitato contesta a Gaia «il costo delle bollette del gestore idrico in Toscana tra le più elevate d’Italia, con la ulteriore beffa per gli utenti di trovarsi, in questi ultimi 7 anni, a pagare la quota di tariffa riferita alla depurazione e all’Iva sulle bollette senza avere in cambio il servizio, cosa che ha costretto i cittadini stessi a rivolgersi anche alle scriventi associazioni per avviare istanze di rimborso nei confronti del gestore idrico. Inoltre Gaia non ha investito in infrastrutture e, ad esempio, gli ammodernamenti-installazione di nuovi impianti di depurazione come il Lavello 2 (costato alla collettività 12 milioni e mezzo di euro) non ha assolutamente risolto i problemi tanto che, anche dopo il 2015 - anno in cui è entrato in funzione il nuovo impianto - i miasmi maleodoranti, l’inquinamento e i divieti di balneazione sono continuati».
Spinge invece per un’assemb lea pubblica l’associazione Left: «Sollecitiamo l'amministrazione comunale di Massa a convocare con urgenza una pubblica assemblea cittadina nella “Sala 10 Aprile”, ove si possano apprendere e discutere tutte le novità riguardanti l’annoso “fascicolo” Gaia spa affinché si dia finalmente seguito alla volontà di ripubblicizzazione del servizio idrico così come hanno già votato a maggioranza i Consigli comunali di Massa, Carrara, Stazzema e Tresana e così come vorrebbero gli oltre 20.000 concittadini che, da tanto tempo, hanno firmato la petizione poi consegnata in Via Porta Fabbrica al primo cittadino senza, purtroppo, ricevere risposta».—
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
