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sanità in affanno 

90 pazienti e tre oss La Cisl: è emergenza E chiede un tavolo all’azienda sanitaria

90 pazienti e tre oss La Cisl: è emergenza E chiede un tavolo all’azienda sanitaria

Il sindacato denuncia turni massacranti: personale esausto Mastorci: e peggiorerà con i pensionamenti per quota 100

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massa. La Cisl si prepara a dare battaglia: ha accettato l’accordo dello scorso 8 luglio di fronte al Prefetto - spiega - ma non ha visto quell’accordo produrre frutti e dare respiro a chi lavora in Asl. Così chiede all’azienda di convocare un tavolo e di farlo in tempi brevissimi.

Il sindacato non usa mezzi termini: «La situazione è di gravissima difficoltà, con il personale sottoposto ad un esasperato stress lavorativo». Tanto lavoro e pochi dipendenti. E a conferma della sua tesi, Enzo Mastorci, segretario Cisl Fp Toscana, chiama i numeri: «In questi mesi abbiamo monitorato i servizi e verificato che solo in rarissime occasioni la macchina sanitaria lavora con i numeri richiesti dall’utenza, spesso capita che, a fronte di 6 operatori sanitari o infermieri previsti, in turno ve ne siano 3 o 4 che devono accudire 90 posti letto. Così si espone il personale a carichi di lavoro non tollerabili. Ci chiediamo come sia possibile pretendere la stessa qualità del servizio con personale ridotto del 25-30 per cento?». Poco personale e quello che è in corsia, costretto a ritmi pesantissimi ed «esausto».

La Cisl spiega di aver espresso titubanza anche in sede di accordo, a luglio: «Già eravamo critici - ammette Mastorci - rispetto alla prospettiva di andare a chiudere un accordo non completamente soddisfacente, ma il senso di responsabilità e l’emergenza ci avevano consigliato di “accettare” la proposta di 70 assunzioni che non erano appaganti ma attenuavano le difficoltà. Preso atto - prosegue - della incapacità e/o impossibilità della azienda di dare risposte concrete in tema di assunzioni, per la Cisl Fp è tutto da rifare».

Secondo il sindacato l’Asl, sul fronte del personale, ha fatto parecchi errori. E non soltanto perché ha costretto i dipendenti a lavorare sotto organico, ma anche perchè - motiva il segretario Mastorci - «ha sbagliato le tempistiche delle ferie e garantito un turn over insufficiente. È necessario e urgente aprire un tavolo - tira le conclusioni - sia con la direzione sanitaria sia con la direzione generale dell’Asl per fare una ricognizione puntuale e reale del personale e dei relativi carichi di lavoro. Il turn over è stato insufficiente - ribadisce la Cisl - e con squilibri tra territori, all’interno della stessa azienda sanitaria».

Senza dimenticare che “quota cento” dilata il numero di pensionamenti: «I pensionamenti con la “quota cento” rischiano di mettere in ginocchio servizi che fino ad oggi hanno retto grazie al senso del dovere e alla abnegazione di lavoratrici e lavoratori. Ma ora - Mastorci usa parole forti - la situazione rischia di collassare. Sono state clamorosamente sbagliate le tempistiche relative al “piano ferie” e adesso chiediamo di sederci con urgenza ad un tavolo per discutere del piano triennale delle assunzioni». L’appello è al direttore Sanitario Lorenzo Roti e alla direttrice generale Maria Letizia Casani affinchè «si facciano carico di ripristinare delle relazioni sindacali corrette e fluide, una buona prassi che si è perduta grazie all’accorpamento delle cinque aziende territoriali. Non sono state recepite le modifiche richieste dalla Rsu relativamente alle “assenze improvvise”, così come per la mensa, per i servizi intramoenia e sui tempi di vestizione».

Situazione difficile, quindi secondo la Cisl, e richiesta urgente di un tavolo. —



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