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Tutto è filato liscio, anche al momento dei selfie
ha funzionato la prevenzione di polizia e carabinieri
massa. Sono stati attivi e presenti dalle prime ore del pomeriggio. Una presenza non invadente quella degli uomini e dei mezzi di polizia e carabinieri, che ha fatto in modo che tutto filasse liscio. Prima, durante e dopo il comizio di Matteo Salvini alla festa regionale della Lega alla Comasca.
All’arrivo Salvini è stato accolto, oltre che dal padrone di casa, il sindaco Francesco Persiani anche da prefetto e questore.
Tutto sotto lo sguardo vigile degli agenti della polizia e dei carabinieri che hanno seguito Salvini anche alla fine del suo intervento, quando ha scattato centinaia di selfie. La gente si è messa in fila: un lungo cordone e una foto di rito che il vicepremier ha concesso al suo pubblico. Ma solo dopo il comizio, prima una ragazza è stata “rimbalzata”.L’effetto Salvini ha contagiato anche il sindaco Francesco Persiani che, sempre molto pacato e misurato, sul palco si è lasciato andare a un “siete bellissimi” rivolto al pubblico (davvero) delle grandi occasioni che ha invaso il parco della Comasca. Persiani, che è stato introdotto in modo enigmatico: «Non importa se sia il sindaco della Lega oppure no, è il sindaco dei massesi», non ha risparmiato stoccate alla Regione Toscana. Dichiarando, in sostanza, di essere già in campagna elettorale e, naturalmente schierato con il centro destra. «Come centro destra lotteremo per conquistare la Regione, una Regione che è sempre stata sorda alle nostre problematiche, dalla erosione alla questione delle cave. Per non parlare della sanità dove sono stati fatti veri e propri disastri. Pensiamo al nostro ospedale, è sotto gli occhi di tutti quello che è successo». Insomma un Persiani che della Lega sembra avere tutta la cifra. Anche se, almeno dal parco della Comasca, una dichiarazione diretta, di appartenenza al partito di Matteo Salvini, non è arrivata. —
Alessandra Vivoli
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