Il presidio
Scossa di terremoto, paura a Guinadi
La gente del paese è scesa in strada, il sisma avvertito in tutta la Lunigiana e nella zona di costa, non si registrano danni
PONTREMOLI. «Una botta fortissima, breve ma fortissima, si sono spente tutte le luci, e si sono invece accese quelle del campanile che erano spente, credevo venisse giù tutto». È lo spaventato racconto di un abitante di Guinadi, della forte scossa di terremoto che si è avvertita alle 13.17 di ieri. Una scossa di livello di magnitudo (3.9 della scala Richter) e che ha avuto il suo epicentro nel comune emiliano di Borgotaro ( provincia di Parma) a 6,6 chilometri di profondità, zona vicinissima al confine toscano, nei pressi del Passo del Brattello, valico appenninico che unisce le due regioni.
La scossa è stata comunque avvertita in molte zone della Lunigiana ma anche a Carrara, Massa e in tutta la zona di costa della provincia apuana e anche in Versilia. Non si registrano al momento danni, crolli o cedimenti di strutture, suscitando momenti di paura.
È tuttavia nel borgo di Guinadi che il terremoto è stato sentito in modo più forte: la gente del paese è scesa in strada temendo il peggio. Per quei 15-20 secondi, tanto è durata la scossa, «sembrava di essere all'interno di una casa di carta che ballava tutta - raccontano dalla trattoria del paese "Da Renato" - ci abbiamo messo qualche secondo a capire bene cosa stesse succedendo poi ci siamo precipitati tutti all'esterno».
E così le strade e viottoli del paese si sono riempite in men che non si dica da tante persone preoccupate e spaventate. Tante anche perchè Guinadi è un paese che in estate si rianima, abitato da circa una trentina di persone durante l'inverno, arriva a contarne anche dieci volte di più nella bella stagione. Infatti in queste settimane si segnala un notevole aumento delle presenze in un’area che ha visto nel passato un forte flusso migratorio, soprattutto verso la Francia. Abitanti che però non hanno reciso il legame con il paese d'origine e approfittano dell'estate per una lunga vacanza nel luogo dove custodiscono cari i ricordi dell'infanzia. Una vacanza che quest'anno sarà "macchiata" da questo non piacevole ricordo del terremoto «è stato un momento davvero tragico - ci racconta ancora una signora che fa parte del gruppo degli abitanti del "ritorno" estivo - avevo paura che potesse caderci il tetto in testa ed ero paralizzata dalla paura. Poi mi sono come scossa e sono uscita di corsa di casa dove ho trovato tante persone e insieme ci siamo fatti forza a vicenda. Certo fatti come questo ci ricordano la nostra precarietà, e come la natura possa in ogni momento cambiare il corso della nostra vita».
Racconto simile a quello vissuto da tante persone, alcune si trovavano a tavola, altre sul letto per un riposino dopo pranzo o ancora rilassate davanti alla televisione. In un attimo la forte scossa di terremoto ha cambiato tutto. Fortunatamente, dopo i primi attimi di terrore, si è potuto poi verificare che non vi sarebbero stati danni a cose e tantomeno a persone. —
Riccardo Sordi
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