Il Tirreno

stefano Alberti (pd) 

«Noi disturbatori del consiglio? Non sanno cosa dicono»

«Noi disturbatori del consiglio? Non sanno cosa dicono»

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massa. «Non sanno cosa dicono . Sono preda di uno stato d'ansia ingiustificato, si appellano al decreto in-sicurezza per silenziare l'opposizione e minacciano esposti in procura ai "disturbatori" in Consiglio Comunale? Non sono alla frutta ma all'amaro». Lo scrive in una nota il consigliere del Pd Stefano Alberti.

«I consiglieri di opposizione hanno chiesto al sindaco di incontrare una delegazione dei cittadini di Ricortola e di sospendere brevemente l'assise comunale, tempo utile per stemperare la tensione e avviare il giusto dialogo sulla questione - continua Alberti nella sua nota - Il sindaco ha accettato il confronto contrariamente alla sua maggioranza che gli ha voltato le spalle, votando due volte no».

«Non bisogna avere paura della protesta popolare, magari rumorosa ma civile ; é accaduto molte volte che si sospendesse il Consiglio dietro richiesta di associazioni, comitati, gruppi di cittadini- sottolinea Alberti - Ma qualcuno ha interesse ad alimentare lo scontro scambiando autorevolezza con l'arroganza di chi pensa di essere l'unico infallibile interlocutore della nostra comunità».

«Non saranno certo le minacce di esposti a silenziarci, ma visto che c'è un vuoto politico si cercano le "formule dell'intimidazione" giudiziaria - continua il consigliere del Pd - A proposito della sala del 10 aprile qualcuno dovrebbe ricordarsi lo "strappo" perpetrato da questa amministrazione e di alcuni suoi consiglieri con la collocazione del busto del fascistissimo "Bellugi", degli attacchi all'ANPI, delle vergognose dichiarazioni contro i partigiani. Ricordo infine i 22 atti che citava il sindaco, 21 erano interpellanze della minoranza - conclude - più il regolamento della Consulta dello sport, una mezz'ora di sospensione condivisa non avrebbe avuto conseguenze». —

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