Il Tirreno

Massa, multe a chi veste abiti succinti. Gassman: "Sindaco da ricoverare"

Camilla Palagi
Il sindaco di Massa Francesco Persiani e Alessandro Gassman
◗
Il sindaco di Massa Francesco Persiani e Alessandro Gassman

Vietato circolare a torso nudo, in bikini o solo col reggiseno. Anche la Mannoia indignata. Il Comune: vi denunceremo

3 MINUTI DI LETTURA





MASSA. «Vietati gli abiti provocanti? Ricoverate la sindaca». L'attore Alessandro Gassman contesta così, con un tweet il regolamento di polizia urbana del Comune di Massa. Gli fanno eco Fiorella Mannoia – «Ditemi che è uno scherzo. I cittadini di Massa accettano tutto questo?» – e Paola Concia, attivista per i diritti degli omosessuali ed esponente del Pd. Il sindaco leghista Francesco Persiani reagisce subito e tuona: «Il regolamento ricalca quello precedente (varato dal centrosinistra), noi abbiamo solo contestualizzato il divieto di alcuni comportamenti specifici come l’accattonaggio molesto e la prostituzione. Valuto azioni legali nei confronti di chi danneggia l’immagine della città».

Il suo vice Andrea Cella la butta sul cabaret: «Ah Gassman, e fai l’attore!» Scoppia dunque una piccola guerra tra “vip” e amministrazione civica di centrodestra, alla guida di Massa da poco più di un anno. Il 24 luglio scorso il consiglio comunale approva un regolamento di polizia urbana che “disciplina comportamenti e attività” che sono “influenti sulla vita della cittadinanza”. E gli ambiti di intervento sono tantissimi: si va dal bagarinaggio allo sversamento di sostanze nei fiumi, dal taglio delle siepi allo scarico delle merci. E fin qui nulla di clamoroso Una manciata di articoli, però, ha suscitato l’indignazione di alcuni cittadini e delle “voci” di sinistra della città. Soprattutto per l’ampio margine di interpretazione che quelle norme lasciano alla polizia municipale. Secondo il nuovo regolamento è infatti affidato agli agenti del corpo municipale il compito di stabilire quando ricorrono i presupposti per vietare l’accattonaggio effettuato in maniera “fastidiosa per le persone”, come si legge nell'articolo 10. Ed eventualmente determinare una sanzione amministrativa pecuniaria che può arrivare fino alla somma di 300 euro. Una cifra chiaramente difficile da racimolare per un mendicante. Tanto che anche il mondo religioso si è pronunciato a riguardo: «Essere poveri - ha detto il vescovo della diocesi di Massa Carrara Giovanni Santucci - non è reato».

Ma il Regolamento, in cui viene ripetuta come un mantra la parola “decoro” della città non si limita a misure contro chi chiede l’elemosina in maniera talmente fastidiosa da influenzare la vita dei cittadini. C’è pure un capitolo dedicato alla prostituzione. Anche su questo sono i vigili urbani ad avere il compito di individuare e vietare “atteggiamenti di richiamo, di invito, di saluto allusivo”, quando si ha indosso un “abbigliamento indecoroso o indecente in relazione al luogo”. E sanzioni sono previste anche per chi si rivolge a chi veste abiti succinti: l’articolo 12 annuncia il divieto di “richiedere informazioni a soggetti che pongano in essere i comportamenti descritti al precedente punto a) e/o di concordare con gli stessi l’acquisizione di prestazioni sessuali a pagamento”. Se qualche cittadino pensa di essere fuori da ogni rischio di essere centrato dall' “obiettivo decoro” si sbaglia. L'articolo 14 tratta più ampiamente dell'abbigliamento che i cittadini non devono vestire: “Fatta salva la normativa vigente è vietato andare in pubblico con abbigliamenti o atteggiamenti che possano offendere la decenza o il pubblico decoro quali, a titolo esemplificativo, mostrarsi a torso nudo oppure in bikini o reggiseno”. Multe fino a 150 euro.

È su questo regolamento che Gassman lunedì decide di tirare fuori le unghie: «Il nuovo regolamento del Comune di Massa prevede multe per chi mendica e per le donne che vestono in modo provocante», scrive l'attore su Twitter. Poi lancia l’hashtag #ricoveratelasindaca. Errore? Forse no. La declinazione al femminile suona come un richiamo a un'altra battaglia portata avanti dall'opposizione di Massa per chiedere al primo cittadino di rivedere la decisione di eliminare il linguaggio di genere dal regolamento comunale. Ma a rincarare la dose c’è anche il tweet di Fiorella Mannoia: «Ditemi che è uno scherzo. I cittadini di Massa accettano tutto questo? Io non credo». E La giunta tira fuori il petto. Il sindaco , definenisce le accuse dei vip «ingiuste e ingiustificate, se non sorrette da motivazioni di carattere politico e ideologico». Poi l’avvertimento: «Non mancheremo di valutare singoli commenti e dichiarazioni, da chiunque provengano, e se ritenuti sussistenti i presupposti di legge, verranno segnalati all’autorità giudiziaria a tutela dell’immagine della città». —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera