Il Tirreno

Il taglio contestato 

Studio di Legambiente: «Ecco tutte le strade in cui è sbagliato togliere i pini»

Studio di Legambiente: «Ecco tutte le strade in cui è sbagliato togliere i pini»

La relazione dell’associazione presentata al Comune indica  i luoghi identitari della città  dove le piante non devono essere sostituite con le palme

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carrara. «Benvenuto a Carrara. Questa è la prima città in cui incontri le pinete. Hai il privilegio di stare entrando in Toscana, la regione che ospita oltre la metà delle pinete dell’Italia, la patria del pino domestico» E’ così che secondo Legambiente di Carrara, lungo il nostro litorale, il filare di pini (assenti in tutta Europa tranne che in Italia e Spagna) accoglie il turista europeo che scende nel Belpaese. Legambiente infatti ha redatto la relazione che l’assessore ai Lavori Pubblici Andrea Raggi aveva chiesto all’Associazione per ottenere suggerimenti circa la sostituzione dei pini lungo i bordo strada, dalla quale si evidenzia non solo un’accurata disamina zona per zona delle alberature e nella quale si consigliano soluzioni di volta in volta diverse, ma soprattutto risulta una presa di posizione netta in favore del valore identitario dei pini lungo quel viale: «Se per realizzare il parcheggio auto sul marciapiede del viale Colombo-dice Legambiente-l’assessore ha già eliminato un primo lotto di pini sostituendoli con palme Washingtonia e intende proseguire eliminandoli tutti, Legambiente, al contrario, propone l’eliminazione della sosta auto dai marciapiedi, la rimozione delle palme appena piantate e il reimpianto di pini con alcuni accorgimenti (grata metallica a tetto del suolo ricoprendola poi nuovamente col manto asfaltato, che ostacolerà il sollevamento del suolo) per contenere al minimo il dissesto delle pavimentazioni». Ma non solo: fa presente come l’assessore abbia chiesto consiglio sulle alberature fatta eccezione proprio per il viale Colombo per il quale l'amminsitrazione aveva già deciso la piantumazione di palme (Washingtonia robusta). Legambiente espresse subito la sua contrarietà alla sostituzione con la palma Washingtonia, raccomandando all’assessore di aprire un confronto con la città, cosa di cui diversi cittadini e associazioni hanno contestato la mancanza.

Le soluzioni prospettate da Legambiente sono tre: viale Colombo, in quanto ‘biglietto da visita’ per i turisti balneari, e via Roma (salita di S. Ceccardo) richiedono alberature importanti con specie autoctone di bell’effetto ornamentale e caratteristiche della fascia fitoclimatica locale, senza badare ai costi di impianto e di manutenzione (sarebbero dunque appropriati i pini). Il viale XX Settembre, in quanto principale viale cittadino di collegamento tra il mare e il centro città, richiede anch’esso alberature ornamentali importanti, ma non necessariamente ‘identitarie’.

Infine, le altre strade urbane non richiedono alberature importanti. Diventano dunque preminenti i requisiti pratici: aspetto ornamentale, costi di impianto e manutenzione. «È dunque evidente-spiega Legambiente-la necessità di elaborare un vero e proprio piano del verde pubblico ricorrendo e al supporto di professionisti qualificati». —F.V.

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