Il presidio
«Soprintendenza: parere partigiano sul taglio dei pini»
il comitato per la difesa degli alberi
CARRARA. Non si fa attendere la reazione del comitato per la Difesa dei pini di viale Colombo alla risposta arrivata l’altro giorno dalla Sovrintendenza, definita “errata e partigiana, più che pilatesca o non chiara o inconcludente”. La Sovrintendenza aveva risposto a una pec inviatale dal comitato che chiedeva lumi circa il taglio di sette pini sul litorale marinello da parte dell’amministrazione e l’intenzione di tagliare interamente il filare e la sostituzione con piante di palma. La Sovrintendenza ha risposto che non è necessaria alcuna autorizzazione da parte del Comune, anche se ha definito la legge sul vincolo paesaggistico poco chiara e anche se ha tirato le orecchie all’amministrazione per non avere aperto un preventivo confronto.
«Quando la Sovrintendenza parla di ambiguità della norma – passa al contrattacco il Comitato – dovrebbe anche spiegare che cosa sarebbe ambiguo nella norma che esenta dalla necessità di autorizzazione paesaggistica la “sostituzione o messa a dimora di alberi e arbusti, singoli o in gruppi, in aree pubbliche o private, eseguita con esemplari adulti della stessa specie o di specie autoctone o comunque storicamente naturalizzate e tipiche dei luoghi». Secondo il comitato, il taglio deve invece essere necessariamente munito di autorizzazione paesaggistica «perché interessa i beni di cui all’art. 136, comma 1°, lettere a, b, del Codice». Insomma per il Comitato, i pini del litorale, rientrerebbero in uno di quei due casi previsti dal codice in cui è comunque necessaria l’autorizzazione in quanto quei pini rappresentano (il comitato cita il codice) “cose immobili che hanno cospicui caratteri di bellezza naturale, singolarità geologica o memoria storica, ivi compresi gli alberi monumentali” e per questo da tutelare con un’autorizzazione da parte della Sovrintendenza.
«Comunque – fa notare il Comitato – rimane l'istanza del Grig che rileva, per l’appunto, questa irregolarità. La Sovrintendenza finora non ha risposto. Quando si esprimerà, le sue dichiarazioni sull’argomento non potranno ricorrere ad espressioni quali “carattere non esaustivo della norma di riferimento”, “pare a questa Sovrintendenza”, “ambiguità della norma”, ed esprimersi essa stessa con ambiguità”».
Il Comitato poi, rimprovera la Sovrintendenza di non avere affatto quella sicurezza interpretativa necessaria e di avere sposato l’interpretazione del Comune limitandosi a un semplice ammonimento, «un buffetto sulla guancia», per una decisione non preventivamente concordata neppure con loro, oltre che con la cittadinanza. E parla di una situazione di confusione che sarebbe stata alimentata anche da una dichiarazione recente dell’assessore ai Lavori Pubblici Andrea Raggi: «Grande confusione, davvero che aumenta vieppiù se ci ricordiamo quanto, solo due giorni fa, lo stesso assessore ha affermato: “per due (pini) nella parte finale della strada esiste il parere vincolante della Sovrintendenza”. La Sovrintendenza non lo sa? E Raggi, quando ha inviato richiesta di autorizzazione? Dal momento che, almeno sulla base di quanto, con Pec, ci ha dichiarato la Sovrintendenza, nessuna richiesta da parte del Comune le è pervenuta». —F.V.
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