Il presidio
«Il consiglio chiuso per andare alla sagra non per “disordini”»
Massa Città in Comune ricostruisce l’agitata seduta e attacca l’assessora Ravagli: doveva essere espulsa
MASSA. «Terminato anzitempo il consiglio comunale per andare alla sagra di Canevara a cena, la maggioranza di destra decide di raccontare a mezzo stampa una versione surreale di quanto accaduto in aula, anche per sfuggire al dibattito pubblico sull’oscura vicenda Dei/Bordigoni». Inizia così la ricostruzione dell’agitato consiglio comunale di mercoledì scorso da parte di Massa Città in Comune. «Tutto si è svolto con regolarità così come prevede il regolamento che disciplina i lavori del consiglio. Il presidente Stefano Benedetti ha ritenuto di non dover sospendere la seduta perché c’erano le condizioniper portarlo avanti in base all’art. 59. Altrimenti gli sarebbe bastato alzarsi per sospenderla. Dunque appaiono fuori luogo le sue interpretazioni degli eventi che contrastano con quanto da lui dichiarato in aula. Il presidente non ha mai sospeso la seduta, è stata una libera scelta della maggioranza chiuderla con un voto per andare a Canevara».
Lo conferma il fatto, prosegue il collettivo Massa Città in Comune, «che nessun provvedimento è stato preso contro il pubblico, che si è comportato con senso civico e ha protestato con uno stile democratico anglosassone. Nel Parlamento di Londra scene come quelle sono la normalità».
Purtroppo, prosegue la loro ricostruzione, «la situazione è degenerata quando l’assessora Veronica Ravagli è scesa fra il pubblico a minacciare il consigliere Uilian Berti, intento a discutere con alcuni cittadini che possono testimoniare ciò. Poi, tornata fra i banchi, ha preso a filmare e a deridere il pubblico senza che se ne comprendesse la ragione. Non si era mai visto prima, nella storia politica di Massa, un tale disprezzo dei cittadini elettori. Stupisce che il presidente non se ne sia accorto espellendola dall’aula ma sia dovuto intervenire il consigliere Sergio Menchini a redarguirla».
Il collettivo della sinistra, infine attacca il consigliere della Lega Filippo Frugoli, che «sceso sotto il Comune, ha deliberatamente cercato lo scontro con alcune persone che lo invitavano con civiltà ed educazione a non importunarli. La giovane età non giustifica l’incapacità a esercitare il proprio ruolo istituzionale, un consigliere non può sfidare i cittadini come se pensasse di stare in un fight club». —
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