Il Tirreno

il caso del ricatto a luci rosse 

I filmini all’ex amante e le minacce: così è scattata la trappola

I filmini all’ex amante e le minacce: così è scattata la trappola

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CARRARA. “Spregiudicatezza non comune” e “allarmante indifferenza nei confronti delle più elementari regole delle convivenza civile per soddisfare i propri istinti sessuali”. Sono queste le parole utilizzate dal Gip del Tribunale di Massa Marta Baldasseroni nella lunga ordinanza di convalida dell’arresto del 30enne, extracomunitario (come spiega un comunicato dei Carabinieri), finito in manette alcune sere fa per mano dei militari del Nucleo Operativo e Radiomobile di Carrara, con l’accusa di “tentata estorsione finalizzata a commettere una violenza sessuale”. La notizia dell’arresto è stata pubblicata dal Tirreno in esclusiva ieri.

Come abbiamo scritto ieri, la vittima del ricatto, una donna di Carrara attualmente single, si è rivolta ai Carabinieri per raccontare che un suo spasimante extracomunitario, conosciuto a Carrara alcuni mesi fa, dopo la fine della loro relazione per volere della donna, si era rifatto vivo per convincerla ad incontrarlo di nuovo e magari ricominciare quella “storia di sesso”. Per ottenere il suo scopo, però, l’uomo ha tirato in ballo l’esistenza di due filmini che lui aveva girato di nascosto con il telefonino durante uno dei loro momenti di intimità, minacciando di pubblicarli su un sito hard senegalese, o, peggio ancora, di farli vedere ai familiari della donna che vivono a Carrara. Proprio quei filmini, mesi addietro, erano stati la causa della fine della love-story fra i due; lei gli aveva ordinato di cancellarli immediatamente.

“Pilotata” dai militari dell’Arma, la donna ha inviato un messaggio al 30enne fingendo di essere disposta ad avere con lui un ultimo rapporto sessuale, a condizione che cancellasse definitivamente i due video. La risposta dell’extracomunitario: “Se fai quello che voglio ti lascio stare”.

A quel punto i militari dell’Arma hanno organizzato la “trappola” per incastrare l’autore dell’estorsione a sfondo sessuale. Dopo aver microfonato la donna, si sono appostati nei pressi del parcheggio dell’Ospedale di Carrara e hanno assistito in diretta all’incontro fra i due. Di lì a poco, dopo che lo straniero ha fatto salire sulla propria auto la donna, i militari dell’Arma sono entrati in azione e lo hanno arrestato in piena flagranza di reato.

L’uomo ha subito confessato sia di aver girato i due video pornografici all’insaputa della donna, sia di averla minacciata per costringerla ad avere rapporti sessuali con lui. È poi emerso che i due fimini “a luci rosse” li aveva già cancellati tempo addietro. Nel corso dell’udienza di convalida dell’arresto, l’uomo ha provato a sminuire la gravità dei fatti, pertanto, come si legge nel provvedimento del Giudice Marta Baldasseroni, è “altamente verosimile che non sia nuovo ad analoghi comportamenti”. Il 30enne, che rischia una pena superiore ai tre anni di reclusione, è agli arresti domiciliari. —



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