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«I bagnini dove stavano mentre mio figlio moriva?»
Lettera choc della madre di Ibrahim, il piccolo deceduto dopo un malore in piscina. Il medico legale: «Servono ancora alcuni elementi per le conclusioni definitive»
VILLAFRANCA. «Vorrei solo sapere, ma in tutta quella piscina, essendo di domenica, nessuno ha visto niente? Nessuno ha visto mio figlio lì che affogava? Ditemi, dove stavano i bagnini? Mio figlio è stato spinto? Se così fosse, chi lo ha spinto ha un cuore? Ha una vita? Come fa a dormire la sera? Ibrahim era giusto un bambino che si voleva divertire senza fare del male a nessuno». Parole cariche di dolore, rabbia e disperazione. Affidate ai social. A scriverle è Samiha, la madre Ibrahim El Gargar, il bambino di dieci anni deceduto a seguito di un malore nelle piscine di Villafranca domenica pomeriggio. Ibrahim è morto lunedì (il decesso è stato dichiarato alle 21, 30) senza essersi mai ripreso. Una morte tragica. Che resta ancora avvolta da numerosi interrogativi. . «L’autopsia ha evidenziato la presenza di un trauma cranico. Stando a una prima analisi non sembra essere questa la causa della morte, ma non sono in grado di sbilanciarmi».
A parlare è Susanna Gamba, il medico legale incaricato dalla Procura come consulente per cercare di fare chiarezza sulle cause della morte di Ibrahim. «Servono ancora l’esame istologico, l’acquisizione della cartella clinica del brevissimo ricovero all’Opa e tutte le informazioni, attraverso i verbali dei carabinieri di quanto accaduto nelle ore immediatamente prima al malore del piccolo Ibrahim», spiega ancora la dottoressa.
Sono tre gli indagati per omicidio colposo nel fascicolo aperto dalla Procura di Massa Carrara: i due rappresentanti legali – Aldo Giulitti e Fabrizio Rossi – della Blu Water Sda, la società romana che ha in gestione l’impianto sportivo Villasport e l’addetto al reparto segreteria e responsabile dell’impianto tecnico delle piscine, Raffaele Giraldi assistito dall’avvocato Umberto Zangani.
«Attendiamo l’esito dell’autopsia, ma crediamo che il tragico evento non sia in alcun modo imputabile ai gestori della piscina», spiega Fabrizio Garzuglia, avvocato del Foro di Terni che difende Giulitti e Rossi.
«Ci sono varie ipotesi in piedi in questo momento, gli accertamenti da parte delle autorità competenti stanno proseguendo», dice Umberto Zangani, legale difensore di Raffaele Giraldi, che puntualizza: «Il mio assistito non era presente al momento dell’incidente, ma si è recato sul posto nei momenti immediatamente successivi. Tra l’altro, non aveva alcun obbligo di presidiare la piscina in quel momento. Vediamo come proseguono le indagini e soprattutto cosa hanno riferito le persone che sono state interrogate in questi giorni».
Il sindaco di Villafranca, Renzo Martelloni, intanto, fa sapere che «la salma di Ibrahim farà rientro in Marocco nelle prossime settimane, non appena verranno sbrigate le pratiche burocratiche che richiede il caso».
Intanto la piscina rimane chiusa dai sigilli dei carabinieri. Sarà fondamentale capire come sono andate davvero le cose, domenica pomeriggio, per chiarire le cause della morte del piccolo Ibrahim. —
Tommaso Silvi
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