Il Tirreno

dopo il consiglio comunale 

L’opposizione compatta: che disastro, vigiliamo tutti

L’opposizione compatta: che disastro, vigiliamo tutti

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MASSA. «In Consiglio Comunale abbiamo assistito all'ennesimo uso improprio del ruolo di Presidente del Consiglio, Stefano Benedetti infatti ha nuovamente fatto passare per autorevolezza quella che in realtà è stata incapacità di gestione della seduta e autorità parziale ben lontana dal ruolo di mediatore equo che gli è stato affidato»: lo scrivono i consiglieri di opposizione Alberti, Barotti, Berti, Carioli, Dell’Ertole, Giusti, Incoronato, Menchini, Mosti, Volpi. E aggiungono: «E questa gestione, così come si è applicata la scorsa sera, pone un problema alla politica. Un'ampia rappresentanza di cittadini e cittadine di Ricortola e zone limitrofe si è recata nell'aula del Consiglio comunale, che è la casa dei massesi ed è aperta al pubblico, per chiedere al Consiglio e al Sindaco di essere ascoltati e di avere delucidazioni sulla risoluzione della gestione del parco di Ricortola per l'associazione la Cerbaja. È stata chiesta la sospensione di venti muniti. Il Sindaco che ha capito la situazione, e al quale va il nostro ringraziamento per la dimostrazione di serietà istituzionale e politica si è detto disponibile ad ascoltare i richiedenti per 5 minuti. Quello di ieri (mercoledì sera, ndr) era un Consiglio snello, quindi la sospensione non avrebbe rallentato (che poi nessuna istanza deve essere vista come rallentamento, dato che in Consiglio possiamo starci a tempo indeterminato) nessun lavoro, ma poteva essere un'apertura democratica. Invece no, dalla maggioranza c'è chi ha detto che il voto spetta a loro e chi ha ribadito che nessuno è stato ascoltato prima e non sarebbe stato ascoltato nemmeno questa volta. La maggioranza vota no alla sospensione, nonostante una piccola delegazione si allontani con il primo cittadino. Il pubblico si agita e la minoranza chiede più volte di sospendere il Consiglio». E aggiungono: «Il Presidente non placa gli animi. I lavori non riescono a procedere, si chiede nuovamente la sospensione ma nulla, la maggioranza dice no e il Presidente, che ha il potere di autonomia della sospensione, va avanti e dice che sì, lui potrebbe sospendere (e quindi far da mediatore) ma non lo vuole fare. I cittadini sono ancora più demoralizzati. Il clima è teso, c'è persino un assessore che applaude e gira un video. La minoranza dopo l'ennesima richiesta di sospendere e ascoltare i cittadini esce dall'aula avvilita. Solo a quel punto la maggioranza vota non per la sospensione ma per la chiusura dell'assise. Un disastro. Il sindaco è chiamato a dare risposte perché è sindaco di tutti e non di una sola parte. I partiti che sono stati responsabili di avere creato questa situazione facciano autocritica. Noi ci organizzeremo per dare una risposta degna per la storia che la città di Massa si merita. Perché se nel pubblico ci sono state persone maleducate, o che hanno tenuto un comportamento non rispettoso (il che è tutto da verificare) dall'altra parte c'è l'istituzione al quale spetta l'importante e delicato ruolo di mediare, non di creare scompiglio e malumore. Pertanto nel ribadire la nostra ferma volontà di difendere i valori delle istituzioni democratiche che non sono mai al servizio di una parte soltanto rivolgiamo un appello ai cittadini a vigilare sui diritti di tutti e tutte». —

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