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Giovanni Faggioni: ecco chi ha davvero distrutto la nostra città
fu assessore e vicesindaco con la fazzi contigli
CARRARA. Giovanni Faggioni, ex assessore al bilancio e vicesindaco della giunta Fazzi Contigli (94-98), osserva: «A volte mi capita di ascoltare altri che accusano “quelli di prima” di aver distrutto Carrara. Vorrei oggi puntualizzare cosa fece la mia giunta». Ed elenca: «Approvazione per la prima volta da quasi 100 anni del Regolamento agri marmiferi, rivendicandone la piena proprietà e l’appartenenza al patrimonio comunale con il conseguente incredibile aumento degli introiti del Comune; Approvazione di un nuovo piano regolatore attento al consumo del territorio e alla vivibilità della città; piano largamente stravolto successivamente; Avvio concreto degli studi per risolvere i problemi della viabilità dalle cave al piano. La soluzione concretata dalla giunta Conti adottò l’esito di quegli studi con il netto miglioramento ambientale del centro storico e della sicurezza e scorrevolezza del traffico nel viale XX Settembre; Salvataggio e rilancio della Casa di Riposo comunale». E ancora: «Realizzazione delle fognature nel centro storico con straordinari benefici sia sul piano igienico che olfattivo con la contemporanea pavimentazione delle vie e dei vicoli del centro stesso; Rivisitazione del Parco Puccinelli a Marina, che assunse così il gradevole aspetto attuale; Avvio di una politica di recupero del patrimonio boschivo comunale e riattivazione della “Oasi di Campocecina”. Tutto ciò è attualmente persino ignorato; Riavvio delle Biennali d’arte e dei Simposi di scultura con il recupero in una occasione dell’area del viale Da Verrazzano; Ripulitura dell’alveo del Carrione e avvio di studi sul rischio idraulico; Riordino delle tasse comunali con attenzione in particolare per la Tarsu, fino ad allora largamente evasa. L’elenco potrebbe proseguire ma basta così. A chi accusa la Sinistra di aver distrutto Carrara vorrei ricordare che effettivamente ci fu chi distrusse Carrara e fu la folle politica autarchica (sovranista per usare la terminologia moderna) del fascismo che portò alla distruzione fisica di tutte le frazioni di Carrara dalla Marina evacuata e totalmente minata fino all’incendio di Bergiola. Ne uscimmo con la ferrovia marmifera interrotta, la zona industriale devastata, il porto inagibile. Quel periodo fu contrassegnato dalla crisi del marmo, legata alle sanzioni dovute alla sciagurata invasione dell’Etiopia, con la creazione di quel polo chimico dei cui veleni ancora oggi non riusciamo a liberarci. Concludo ringraziando per quella straordinaria esperienza i colleghi di giunta e in particolare la piccola minuta ma grandissima Emilia, sindaco dotato di una autentica “visione” della città senza lasciarsi travolgere dagli interessi particolari, anzi arginandoli e piegandoli al bene comune», conclude. —
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