Il Tirreno

la dinamica 

Le ferite del ragazzo come prova della lite

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montignoso. Una ferita al volto, una taglio piuttosto profondo sulla guancia destra di quasi sette centimetri. E ancora le ferite al bracio destro e al braccio sinistro, diverse contusioni. Tutto questo sul corpo di chi ha ucciso, Moushinne Bouden, e non del padre. Che invece era sdraiato in una pozza di sangue dopo le martellate e le coltellate ricevute.

Quelle ferite di Moushinne però sono la chiave per cercare di capire come sia nata la lite e anche il punto che la difesa tiene: è stato aggredito e si è difeso.

È chiaro che per la procura, le indagini sono condotte dal pm Marco Mansi, le numerosissime coltellate, più di venti, e i colpi di martello in testa, mal si coniugano con un’idea di legittima difesa. La crudezza della scena per adesso fa propendere per l’ipotesi di un’aggressione. —

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