Meteo
«Commissione sui fallimenti per aiutare la Vetreria Bonini»
Sergio Menchini di Alternativa Civica chiede misure “concrete” per le aziende in difficoltà e polemizza: demagogico promettere aiuti ma non dare strumenti
MASSA. “Bene l’interessamento assicurato dal consiglio comunale alla crisi della Vetreria Bonini, ma se non si fanno proposte concrete, è un impegno sterile”. È il senso della presa di posizione di Sergio Menchini di Alternativa Civica che affrontae ancora una volta il tema della gestione della crisi d’impresa del nostro territorio, cercando di dare il proprio contributo.. Alternativa Civica “plaude” l’interessamento da parte dei consiglieri di minoranza e maggioranza alle sorti degli ex lavoratori della vetreria ma evidenzia – però - che quella mobilitazione «è priva di ogni efficacia, fondamento e logica giuridica». Menchini (che è docente universitario di Diritto) dà una piccola lezione in materia: «Bene dovrebbero sapere il sindaco, alcuni assessori e taluni consiglieri comunali (che sono avvocati) che le sentenze se non impugnate - decorsi i termini – passano in giudicato. ma soprattutto che il diritto è l’inchiostro che esce dalla penna del giudice. Bene dovrebbero sapere i vertici della nostra amministrazione che il tribunale di Massa – sezione fallimentare – è tra i pochi a non aver adottato linee guida sulle modalità di presentazione dei ricorsi previsti dalla legge fallimentare per risolvere la crisi d’impresa».
Fatta questa premessa, Menchini dice: «Posto che le pressioni politiche, di certo, salvo familiari e santi in Paradiso, non potranno far cambiare orientamento agli organi della procedura fallimentare, al fine di aiutare effettivamente imprese e lavoratori, Alternativa Civica propone: di istituire una commissione permanente, anche sotto forma di osservatorio a cui dovranno partecipare il sindaco e rappresentanti delle istituzioni, il presidente del Tribunale (che se lo riterrà potrà incaricare il giudice delegato), i rappresentati di categoria, i sindacati ed una rappresentanza del ceto bancario». Una proposta in linea con la riforma della materia fallimentare, «coerentemente con i principi affermati nella raccomandazione della Commissione della Unione Europea, per garantire alle imprese sane con difficoltà finanziarie, l’accesso ad una procedura – diversa dal fallimento – che permetta la loro ristrutturazione, preservando così i valori dell’impresa, le capacità imprenditoriali da spendere sul territorio, già fortemente penalizzato, la salvaguardia del livello occupazionale».
Menchini è convinto della bontà della sua proposta: «Se a ad essa venisse dato seguito, se la maggioranza ne capirà lo spirito – sostiene ancora – la città, i suoi imprenditori e i lavoratori avrebbero l’effettiva percezione di essere tutelati dalle istituzioni locali: inutile è correre ai ripari dopo la pubblicazione di una sentenza di fallimento. L’osservatorio potrebbe trattare con tutte le parti solitamente coinvolte nelle dolorose vicende legate alla crisi d’impresa concorsuali e – collegialmente – segnare le linee guida atte a salvaguardare lavoro e dignità sociale di tutti i soggetti coinvolti».
Infine, una stoccata politica: «Demagogico è dichiarare pubblicamente che l’amministrazione comunale tutela il lavoro, le imprese ed i lavoratori, quando poi non ha previsto o non mette in atto alcuno strumento efficace ed innovativo in grado di supportare queste realtà. Alternativa Civica è al servizio della città con proposte tecnicamente in grado di migliorarne le condizioni». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
