Meteo
Torna l’allarme per la microalga tossica
Fioritura di Ostreopsis Ovata tre volte sopra la soglia di attenzione nella zona di Ponente, sforamento anche a Marina centro. Il caldo e l’acqua stagnante favoriscono il fenomeno. Ma nessun divieto di balneazione
MASSA. Eccola di nuovo. La Ostreopsis Ovata, altrimenti detta “alga tossica” (per i suoi possibili effetti sulla salute), è tornata a fiorire ben oltre la soglia di attenzione fissata dall’Arpat in alcuni tratti del litorale massese. Le analisi effettuate nella giornata di lunedì scorso (il 5) nel punto di controllo di “Massa Ponente” hanno riscontrato la presenza dell’alga in una misura di 31.140 cellule per litro. Tre volte oltre la soglia di allarme, fissata a 10.000 cellule per litro. Oltre il livello di guardia, anche la fioritura rilevata nell’area di balneazione di Massa centro dove però lo sforamento è minimo: 13.680 cell./l., mentre nel punto di conrtollo nell’area campeggi (Partaccia), sono state rilevate 9.280 cellule per litro di Ostreopsis, dunque appena sotto la soglia di attenzione.. Si tratta del terzo “allarme” alga tossica che già a giugno e a luglio aveva fatto paura ai bagnanti della spiaggia apuana. Del resto la Ostreopsis – che è un’alga microscopica unicellulare che vive comunemente nelle calde acque dei mari tropicali – è diventata un “cliente fisso” del mare massese, ormai da quasi 20 anni, perchè qui trova le condizioni geomorfologiche ideali per crescere: presenza di pennelli e barriere artificiali, comunque a scarso ricambio idrico, dove le acque raggiungono temperature elevate, e in alcuni tratti, substrato roccioso (scogli) o ciottoloso.
La presenza dell’alga non fa scattare il divieto di balneazione, ma il suggerimento delle autorità sanitarie è di limitare la permanenza nei tratti di arenile dove si registra una presenza della Ostreopsis in concentrazioni critiche. L’inalazione dell’aerosol in quei punti può provocare dolori muscolari e articolari, dermatite, congiuntivite, febbre, rinorrea e tosse. I sintomi, sempre di lieve entità, compaiono rapidamente (2-6 ore dall’esposizione) e si risolvono altrettanto rapidamente (entro le 24 ore) senza ulteriori conseguenze. L’intensità della sintomatologia non dipende dai bagni in mare ma è correlata alla durata dell’esposizione all’aerosol. Pertanto, dice l’Asl, «è consigliabile, nei periodi di fioritura critica, ridurre la frequentazione dei tratti di arenile interessati».
Non sono mai stati segnalati casi di intossicazione da consumo di pesce contaminato dalla presenza di questa microalga mentre per quanto riguarda i molluschi, trattandosi di filtratori di acqua marina, si raccomanda sempre l’acquisto e il consumo di prodotti controllati. A questo proposito è bene, spiega l’Arpat, ricordare che le acque del litorale apuano non sono autorizzate alla raccolta di frutti di mare. I segni caratteristici della fioritura massiva sono la formazione sott’acqua di una pellicola brunastra dall’aspetto membranoso e gelatinoso sugli scogli e su ciò che si trova sul fondo; la presenza di aggregati brunastri di consistenza gelatinosa in sospensione che in superficie possono presentarsi in forma di schiume bruno rossiccio; l’opalescenza dell’acqua. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
