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«Rivedo Ibrahim nei corridoi, era un bambino gioioso»
Il ricordo della preside dell’Istituto comprensivo Cocchi dove il piccolo frequentava le elementari
«Ibrahim era buono e gioioso, era pieno di vita come tutti i bambini».
Lo ricorda commossa la preside dell’istituto Cocchi dove il bambino morto dopo il malore in piscina frequentava le elementari.
Sono passati due giorni dall’emergenza che ha visto coinvolto il piccolo Ibrahim nella piscina comunale di Villafranca, conclusasi con un tristissimo epilogo presso l’Opa di Massa, ultimo lumicino di speranza al quale era appeso.
La notizia del suo decesso ha fatto rapidamente il giro di tutte le realtà lunigianesi coinvolte, Villafranca e Licciana in primis, luoghi rispettivamente dove si è consumata la tragedia e il Comune di residenza del bambino, sconvolgendo gli animi di queste due località.
Solidarietà è arrivata anche dagli altri Comuni e da semplici cittadini che si sono virtualmente stretti intorno alla famiglia di origine marocchina, dimostrando affetto e vicinanza in un momento così difficile. Un vero e proprio fulmine a ciel sereno, un episodio che nessuno vorrebbe mai che accadesse, soprattutto quando il protagonista ha un'età così giovane, con tutte le possibilità della vita aperte di fronte a lui. Ibrahim frequentava le scuole elementari di Licciana, presso l’Istituto comprensivo Igino Cocchi, dove faceva il tempo pieno. Era un alunno, così lo ricorda la preside, sempre presente e fortemente integrato con i suoi compagni di classe.
«Sono veramente sconvolta per la notizia che abbiamo ricevuto. – ci spiega la preside dell’Istituto Enrica Ravioli ripercorrendo le tragiche ore appena trascorse – Ero a conoscenza dell’incidente avvenuto nelle piscine a Villafranca, ma quando abbiamo saputo che era coinvolto un nostro alunno il mondo è parso crollarci addosso. Ibrahim era un bambino buono, sempre presente, lo vedevo nei corridoi giocare ed interagire con i suoi coetanei. Gioioso, pieno di vita, come dovrebbero essere tutti i bambini. Questa è una tragedia grande per la nostra comunità, guardiamo i nostri allievi essere spensierati, li ricordiamo in questa maniera, giocosi e senza pensieri. Accadimenti come questi ti fanno rimanere scioccati nei confronti della crudezza della vita, non pensiamo mai che qualcosa possa turbare la loro serenità. Ricorderemo sempre Ibrahim».
Poche parole, ma intense, pronunciate come se dentro si dovesse soffocare un'emozione troppo forte per essere espressa totalmente.
Adesso i suoi compagni di classe dovranno tenere acceso il suo ricordo ed il bel tempo trascorso insieme. —
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