Il Tirreno

il parco conteso 

La Cerbaja attacca il Comune: vogliono privatizzare le colonie

Camilla Palagi
La Cerbaja attacca il Comune: vogliono privatizzare le colonie

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massa. Continuano a fare pressing sull'amministrazione comunale i membri dell'associazione La Cerbaja. Oggi, in consiglio comunale, è prevista la loro protesta: «Chiederemo di essere ricevuti dal sindaco – dice il presidente dell’associazione La Cerbaja Nino Ianni – Sono mesi che non ci risponde né al telefono, né alle mail. Vogliamo avere informazioni riguardo l’atto fatto dal dirigente Fernando Della Pina. A riguardo si è già espresso il presidente del consiglio, ma non la giunta. Cosa ne pensa il sindaco di quel provvedimento?»

La tensione a Ricortola è alta e i presenti all'assemblea di lunedì hanno deciso di procedere per vie legali e lottare per tenere viva la convenzione per la gestione del parco, un polmone verde che temono possa diventare oggetto di future cementificazioni legate alle colonie. «Prima dell’atto c’è stato un sopralluogo da parte di un assessore e di un consigliere di maggioranza. Si guardavano intorno, prendevano le misure. È chiaro che il parco è appetitoso dal punto di vista urbanistico. L’area accanto è stata comprata cinque sei anni fa. E qua dietro ci sono le colonie. Può darsi quindi che ci sia il rischio della privatizzazione degli spazi». Ma non è tutto perché quel provvedimento è visto dalla Cerbaja, nome antico del quartiere di Ricortola, come un provvedimento dal sapore poco tecnico e molto politico. «Stiamo lavorando per rispondere all'atto - continua Ianni - La recessione del contratto prevede certe condizioni che non sono state rispettate. Questo per noi è abuso di potere. Per esempio, non si rescinde da un contratto senza raccomandata. Quindi è stato un atto d’imperio del dirigente. Vorremmo capirne il perché».

Motivazioni politiche che, inutile dirlo, pendono da un lato che non è il loro. «Abbiamo fatto richiesta di accesso agli atti - spiega il presidente de La Cerbaja –- vogliamo fare chiarezza su questa vicenda che per noi è un danno di immagine. E anche riguardo i permessi per la festa della Lega abbiamo fatto un accesso agli atti». A questo secondo proposito palazzo civico, nonostante le rassicurazioni a mezzo stampa, non rilascia alcun documento che non passi attraverso l'accesso agli atti. Iter che può prevedere un tempo di risposta anche di 30 giorni. —

Camilla Palagi

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