Il presidio
Cittadini di altri comuni portano rifiuti alle Jare: “respinti” dall’Asmiu
MASSA. La pratica è diffusa da tempo nelle zone di confine fra comuni: sei un cittadino o una ditta (di piccoli lavori edili o di manutrenzione) e devi liberarti di un carico di rifiuti, magari dopo aver svuotato una cantina o dopo lavori straordinari in casa? Portali nella discarica più vicina. E non importa se non è nella tua città. Un fenomeno che si ripete anche al centro di raccolta delle Jare, allestito da Asmiu e amministrazione di Massa dopo la chiusura forzata della ricicleria di via Dorsale. Gli addetti e l’amministratore unico di Asmiu Lorenzo Porzano (lo comunica lui stesso) hanno constatato anche nella giornata di ieri che c’è ancora qualcuno da fuori Comune o appartenete a ualche ditta che tenta di conferire rifiuti al punto di raccolta delle Jare. Cosa che non si può fare: «Lo abbiamo comunicato ampiamente che soltanto i privati cittadini possono conferire al centro, cittadini intesi come persone fisiche e non come aziende o persone giuridiche», spiega Porzano.
Il quale, comunque, coglie l’occasione l per ricordare ancora quali sono le condizioni per portare rifiuti alle Jare: è obbligatorio per gli utenti presentarsi presso il Centro di Raccolta con un documento di identità, il codice fiscale, e il codice di contribuente Tari. Il codice Tari è facilmente ritrovabile in bolletta nella voce codice soggetto (dicitura cod. sog.).
«Chiediamo a tutti coloro che utilizzano il centro delle Jare di ricordarsi queste tre cose – dice ancora Porzano – non solo perché esiste un criterio normativo che regola secondo questi obblighi l’accesso ai centri di raccolta ma anche perché vogliamo rispettare un criterio economico. Dobbiamo infatti controllare il fenomeno del conferimento di rifiuti di cittadini che arrivano da altri comuni, non vogliamo che lo smaltimento di rifiuti di altre zone ricadano sulle tasche dei contribuenti massesi». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
