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il caso 

Camping senza luce e controlli, la proprietà replica alle accuse

Camilla Palagi
Camping senza luce e controlli, la proprietà replica alle accuse

L’avvocato dei titolari spiega: «Richiesto a due famiglie di smontare le loro strutture Ma sono rimaste comunque Rischiano la denuncia»

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massa. Un contrasto tra alcuni campeggiatori e il personale delle pulizie. Al centro della vicenda legata al Camping Azzurra S.r.l. sembrerebbe esserci stato un litigio per motivi legati alle condizioni dello spazio. Questo è quanto racconta l’avvocato Vanni Cecchinelli che difende i titolari del campeggio di Partaccia, oggetto, nelle settimane passate, delle critiche a mezzo stampa di 20 clienti che avevano presentato esposti e denunce a causa «dell’assenza di un servizio di controllo notturno, della mancanza di illuminazione nelle piazzole, di poca pulizia e poca igiene» all’interno dell’area in questione. A riguardo anche le istituzioni locali - accusate di non dare risposte alle richieste di aiuto dei turisti - hanno incontrato qualche giorno fa una delegazione dei campeggiatori.

«Come sindaco - ha commentato Francesco Persiani - devo anche salvaguardare l’immagine della città ed è quindi mio interesse capire la questione perché anche un singolo episodio può compromettere il turismo apuano». Da qui l’impegno del primo cittadino a sollecitare la polizia municipale per le verifiche del caso e del rispetto delle autorizzazioni. Ora nel merito entra anche la controparte, difesa appunto da Cecchinelli. L’avvocato spiega che i rapporti fra due famiglie del camping e i titolari della struttura si sarebbero degradati a seguito di un «contrasto fra le stesse e il personale per le pulizie». A tal punto che da parte dei titolari non ci sarebbe stata, a settembre 2018, l’intenzione di rinnovare l’autorizzazione per l’ingresso nella zona campeggi. Da qui la richiesta rivolta ai clienti di portare a casa “baracche e burattini”. Cioè roulotte e anche le strutture per sostenerle quando sono in sosta. Insomma, levare i battenti. «Ma ad aprile queste famiglie sono entrate comunque nel campeggio. Sarà nostra premura – spiega l’avvocato - denunciarli per violazione di domicilio. E ci domandiamo perché se la gestione era così male, i campeggiatori hanno deciso di restare lo stesso. Se la situazione resterà questa, a settembre denunceremo nuovamente gli stessi per occupazione abusiva». —
Camilla Palagi

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