Il Tirreno

sanità, sos del presidente del consiglio 

«Al pronto soccorso sono previsti ventidue medici ma ce sono solo 14»

«Al pronto soccorso sono previsti ventidue medici ma ce sono solo 14»

Problemi anche con i Cup e la Cisl minaccia lo sciopero Mastorci: l’azienda internalizzi un servizio così importante

3 MINUTI DI LETTURA





massa. È un suo cavallo di battaglia e non ha intenzione di demordere: Stefano Benedetti, presidente del consiglio, torna sul tema “pronto soccorso” sottolineando la carenza di personale. E a suffragare le sue tesi porta i numeri: «Il modello di servizio concordato con il direttore del dipartimento - scrive Benedetti in una nota - prevedeva 22 medici in servizio al pronto soccorso. Al 31 luglio i medici erano 14, di cui 1 ha ripreso servizio dopo una lunga malattia e non è in grado di garantire servizio notturno. Due medici sono in ferie, quindi ne rimangono 12, di cui 4 con limitazioni e per questo motivo devono essere decurtati dal conteggio. Per cui, nel periodo estivo, risultano in servizio 11 medici, di cui 3 in 104 (per assistenza a persone diversamente abili). Da non dimenticare che altri 4 hanno vinto un concorso e sono in fase di trasferimento».

Benedetti auspica che il tema venga sollevato oggi durante l’incontro dell’Asl con i sindaci: «Credo sia la sede in cui affrontare il tema della carenza di personale medico, tenendo conto che i neolaureati, tanto sbandierati dalla dirigenza Asl, sono attualmente in formazione e non possono assolutamente avere contatti con i malati e quindi per ora non possiamo considerarli nell’organico del pronto soccorso».

Pronto soccorso, ma non solo. Sempre sul fronte Asl, seppur sul piano amministrativo, piuttosto che sanitario, la Cisl punta, infatti, la lente sui problemi del Cup e di chi al Cup lavora. Il personale dei centri prenotazione si sta, infatti, preparando allo sciopero (probabile la data del 31 agosto).

La richiesta di Enzo Mastorci, segretario Cisl Fp Toscana, è quella dell’internalizzazione con la presa in carico diretta da parte di Asl del servizio: «Il tentativo di conciliazione intentato dal Prefetto - scrive Mastorci - è andato a vuoto. La vertenza arriva da lontano e riguarda sia i livelli di inquadramento, sia il monte ore lavorato e il monte ore contrattizzato. Per quanto riguarda il livello di inquadramento, al personale impiegatizio sono state conferite funzioni sempre più complesse e crescenti fino a diventare un vero snodo rispetto al buon funzionamento dei servizi sanitari. Le attuali cooperative, a seguito di una gara di appalto, sono subentrate nel servizio nel 2012 passando dal contratto delle cooperative - spiega Mastorci - a quello multiservizi. Questo ha penalizzato economicamente tutti gli operatori indipendentemente dal livello e a questo si è aggiunto l’inquadramento che secondo noi non è corretto rispetto alle mansioni svolte. La nostra richiesta di adeguamento del livello contrattuale è stata costante ed assillante, ma non ha trovato risposte concrete per cui si risolverà dal giudice del lavoro. La vertenza va avanti anche riguardo alla contrattizzazione delle ore lavorate. Purtroppo da molto tempo gli operatori e le operatrici fanno molte ore in più rispetto a quelle riconosciute da contratto. Le ore supplementari vengono remunerate come orario aggiuntivo. Il vantaggio economico per lavoratrici e lavoratori è soltanto apparente poiché mancano versamenti contributivi adeguati sia rispetto alla pensione, sia rispetto al trattamento di fine rapporto. Ora - concrude il sindacalista Cisl - siamo addirittura al paradosso: una cooperativa (Cooplat ) ha provveduto a riconoscere un minimo aumento delle ore-lavoro mentre l’altra coop (Rekeep) non ha chiamato il personale per l’adeguamento del contratto». Una situazione complessa che spinge la Cisl a prepararsi allo sciopero. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Muore nello schianto contro la vettura dell’ex compagno: ipotesi omicidio volontario

di Redazione web