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Torre del Lago in lutto «Siamo distrutti»
Tutta la comunità si stringe idealmente intorno ai genitori Un coro unanime: «Una famiglia esemplare»
TORRE DEL LAGO. I torrelaghesi parlano della propria terra come del “paese”. Ecco, in occasione della tragedia che ha portato alla morte di un bambino di nemmeno tre anni, il paese si mostra quello che è: comunità solidale e attenta ai propri cittadini. Sulla pagina Facebook “Torre del Lago Puccini”, gruppo aperto che fotografa la quotidianità torrelaghese, non è apparso un commento fuori luogo. Commercianti e Comune hanno annullato la festa in maschera per i bambini prevista per ieri sera e gli stabilimenti balneari oggi avranno la bandiera a mezz’asta per decisione unanime.
«Siamo distrutti», scrive la signora Elisabetta su Fb. E c’è poco altro da aggiungere. «Non ci si crede. Speravamo tutti che tornasse a casa», è la voce della signora Laura. «Famiglia esemplare», dando voce all’intera comunità.
Ad essere colpito direttamente da questo dramma è anche il giornalista Gabriele Altemura, volto dei tg di “CinquantaNews Versilia”, che a Torre del Lago è cresciuto e vive e che conosceva molto bene la famiglia del piccolo che ha perso la vita. «Con la madre di Tommaso - racconta visibilmente commosso - siamo cresciuti insieme. Quando ho saputo quello che era accaduto e mi sono trovato davanti loro è stato un dolore davvero immenso, straziante».
Adriano Pastechi abita in via San Giuseppe ed in linea d'aria è vicino via Cavour dove risiede la famiglia del piccolo Tommaso. «Giovedì pomeriggio ero a casa quando ho sentito sorvolare sopra la mia abitazione l'elicottero Pegaso e poco dopo atterrare. Ho intuito che fosse accaduto qualcosa di grave. Mio fratello lavora nelle associazioni di volontariato, ed io come operatore televisivo mi sono trovato spesso purtroppo su situazioni tragiche. Ma non avrei mai voluto imbattermi in quello che è accaduto giovedì. Appena sono arrivato ho visto la professionalità dei soccorritori del 118 e dell'elisoccorso:hanno fatto il possibile e l'impossibile per salvare la vita al bambino. Ed anch'io, insieme ai vicini di casa e chi è arrivato sul posto, abbiamo pregato affinché le manovre che stavano facendo sul suo cuoricino potessero portare il risultato che tutti noi auspicavamo. Quando si è alzato in volo l'elicottero diretto verso l'Opa di Massa ho sperato che il bambino potesse essere salvato. Ieri pomeriggio quando ho appreso questo tragico epilogo ho provato tanto dolore, come genitore. Abbraccio la mamma e il papà di Tommaso i suoi familiari che conosco. La frazione è piccola, in qualche modo ci conosciamo. A questo punto ai genitori dobbiamo far sentire tutto il nostro calore. Questo è quello che dobbiamo fare tutti noi». —
Donatella Francesconi
Roy Lepore
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