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Premio Obelisco a Vito Tongiani «Ma ho ancora molto da fare»
L’artista alla serata a lui dedicata: sono onorato di questo riconoscimentoE confida ai presenti: «Io sono pittore. La scultura mi serve per dipingere»
Serata di celebrazione dell’orgoglio massese venerdì sera a Villa Cuturi con l’evento culturale “Premio Obelisco Città di Massa 2019”, ideato dallo scrittore e appassionato di storia locale Franco Frediani allo scopo di premiare le eccellenze del territorio. Condotta da Fabio Cristiani, autore teatrale e grande conoscitore del patrimonio artistico di Massa, questa sesta edizione ha visto assegnare il riconoscimento al pittore e scultore Vito Tongiani, dopo che nelle edizioni precedenti sono stati premiati Pietro Faleni (autore de “Una rotonda sul mare”), Alberto Andreani (autore dialettale), Alen Bottaini (ballerino internazionale), Giorgio Giuseppini (cantante lirico) e Andrea Battistini (attore e regista). Un ringraziamento è andato da subito all’amministrazione che ha sostenuto il premio dalla nascita (rappresentato dal sindaco Francesco Persiani, dall’assessore all’istruzione Nadia Marnica e al delegato per la costa Marco Amorese), poi a Mario Giorgini, Francesco ed Emilio Ricci e Fabio Aiazzi che hanno sempre collaborato alle varie edizioni del premio. L’evento è stato patrocinato da Regione, Provincia, Camera di Commercio, Italia Nostra, Commissione Europea, Iglom, F.lli Giorgini e Marmi Ducale srl.
Una serata snella ed emozionante, che ha visto, dopo la proiezione di un docufilm sull’artista Tongiani, l’esibizione di due brani da parte della violinista Elena Cirillo e l’esilarante lettura in dialetto dell’ode scritta e recitata da Cristiani dal titolo “L’elogio del O’ ta”, un componimento che, tra il serio e il faceto, parla di tutta l’anima massese contenuta nell’espressione dialettale che più connota i cittadini autoctoni. Al termine, dopo la lettura della motivazione del premio scritta dal sindaco Persiani, la consegna e una breve dichiarazione dell’artista, che pur essendo onorato del riconoscimento, afferma di non amare essere celebrato: «Devo ringraziare Frediani che ha avuto pazienza nel rincorrermi letteralmente – racconta Tongiani - Sono onorato di questo riconoscimento, ma quando mi fanno cose così lo trovo un po’ strano perché non ne capisco la ragione. Ho sempre l’impressione di non avere fatto molto e che mi resta ancora molto da fare». Vito Tongiani, classe ’40, nipote del celebre scultore Gigi Guadagnucci, nasce in un paese istriano, ma ben presto ritorna a Castagnetola, terra dei suoi genitori. Nel ’60 si iscrive all’Ecole Nationale des Beaux-Arts di Parigi. Prende residenza a Camaiore, dove vive attualmente, alternando periodi in Marocco. Impegnato politicamente a difesa dei lavoratori (spesso i suoi quadri riguardano tematiche legate al mondo del lavoro e dei cavatori), ha esposto da Milano a Osaka, da Roma a Berlino: «Sono pittore, la scultura mi serve per dipingere» dichiara Tongiani riferendosi alle splendide opere pubbliche che ha realizzato e che gli hanno dato solidità economica per dedicarsi alla sua vera passione. Suoi i 5 bronzi di tennisti al Roland Garros, il Crocodile di Nimes, la statua di Giacomo Puccini a Lucca e di Indro Montanelli a Milano. In zona, inaugurato dal Presidente Ciampi, il monumento sulla Linea Gotica di Montignoso e la famosa fontana “Il Trionfo di Afrodite” della quale, durante la serata, sono state spiegate genesi e simbologia. —
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