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«Inaccettabili le parole del Coordinamento Donne del 7 Luglio»
CARRARA. Dopo la piena solidarietà e appoggio di Gabriele Mascardi, direttore di Confartigianato, l’opera di Michele Monfroni “Aboto? No voglio sopravvivere” riceve nuovamente il plauso della giornalista Nicla Ghironi, che dopo averne parlato una prima volta, è andata di persona a Torano. « Mi sono arrabbiata - scrive - leggendo sul mio giornale il Tirreno questo titolo “Il Coordinamento 7 luglio e l’opera di Monfroni: “Aberrante”».
E aggiunge: «Mi sento profondamente a disagio per le parole esprèsse dal Coordinamento, parole inaccettabili in termini di civiltà, di democrazia e di autocoscienza. Scagliarsi contro un artista, uno scultore magistrale nel nostro caso, che ha creato un’opera mirabile con quel materiale duttile e grandioso che è il marmo di Carrara, è da supponenti, maleducati e incapaci di una convivenza sociale accettabile». La giornalista esprime il suo «dolore a fronte di altre mie simili, intruppate (ancora) dentro clan tribali di segno femminista... quel femminismo sacrosanto un tempo, che si è trasformato in un nauseante vètero femminismo assai pericoloso e come conoscenza e scienza del sé e come comunicazione verbale e altro verso l’altro da sé». Secondo Nicla Ghironi, «L’artista Monfroni ha osato rompere un tabù nauseabondo dei nostri giorni, un tabù del tutto assimilabile all’omosessualità, due argomenti questi intoccabili da chicchessia, posti in tèche da venerare. Mi permetto per una volta in vita mia di vergognarmi di far parte di un genere femminile tanto esoso, intollerante e violento. La sottoscritta, che pure era nelle piazze di Milano nei “favolosi” anni ’60-’70 (tutti ancora da analizzare) durante il suo iter esistenziale ha riflettuto e maturato molte delle istanze di allora. Senza cassare nulla (a cominciare dalla 194) è addivenuta a…come dire..a più miti consigli, ma su tali argomenti è necessario un libro, già scritto dal titolo Una donna nasce in 4 Stanze, di prossima pubblicazione». A suo avviso, «l’opera di Monfroni è bellissima e altamente istruttiva, il membro maschile ai piedi del pube femminile è grandiosamente significante in termini di creazione e non solo d’inseminazione. I miei complimenti a chi ha curato la mirabile mostra. L’altra consapevole affermazione attiene ai tèmi considerati inaccessibili se non ai diretti interessati, nel nostro caso l’aborto, è il tempo questo di ripensare e correggere e decidere con generosità, accantonando l’egoismo ideologico individuale…a fronte d’ideologie scomparse, fortunatamente; incredibilmente, però, resta quella obsolèta del femminismo». —
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