Il Tirreno

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I bagnanti e la spiaggia plastic free: «Nobile lo scopo, ma legge poco chiara»

Daniela Marzano
Una ragazza consuma una  bibita in spiaggia
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Una ragazza consuma una bibita in spiaggia

Critiche per la proroga concessa per lo smaltimento scorte. Ma c’è chi le stoviglie compostabili le tiene in cabina

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MASSA. Uno scopo nobilissimo: ridurre l’utilizzo della plastica che sta inquinando il mare e l’ambiente tutto. E una serie di atti per perseguirlo quello scopo: una direttiva europea, una legge regionale, un’ordinanza comunale che quella legge la applica. Le plastiche monouso – questo è assodato – sono vietate sulla spiaggia. È concessa però, dalla Regione e dal Comune, una proroga ai balneari: chi ha scorte di piattini e bicchieri in plastica monouso, purché acquistate prima dell’entrata in vigore della legge regionale dello scorso giugno, può utilizzarli. Il bagnante però in spiaggia non può portarli perché lì rischia la sanzione tanto che il Comune “consiglia”, nel caso di cibi o bibite serviti in contenitori di plastica monouso, il consumo al bar o al punto ristoro. Ma cosa conoscono e cosa pensano massesi e turisti di legge e ordinanza plastic free?

Basta un giro in spiaggia per verificare che non tutti i villeggianti sono al corrente della legge, ma chi lo è, si è già fatto una propria idea, come Massimo e Maurizio Rossi, padre e figlio clienti del bagno Tirreno di Marina di Massa, che non riescono a capacitarsi della cosa: «È una legge insensata che ci tocca subire, mentre il cliente andrebbe sempre tutelato. Se la plastica può essere ancora somministrata, allora è irrilevante dove il cliente consumi cibi o bevande. Il divieto alla plastica monouso deve valere qui come in tutto il mondo, senza eccezioni. Questa è una legge fatta in fretta, che avrebbe bisogno di essere ridefinita con una postilla».

Armando Colombo, che si definisce mezzo casettino e mezzo milanese, non era ancora a conoscenza della legge plastic free: «Ci vorrebbe più informazione per il cliente, sapere cosa rischia e a cosa va incontro per via di una ordinanza di questo genere. Non mi sembra logico che sia il cliente a dover pagare la necessità di un titolare di dover smaltire le proprie scorte. Non possono venire smaltite rimanenze sulla pelle dei bagnanti. Immagino che se mi arriverà la multa, come al 40% delle persone che non sono informate, rimane da pagarla e stare zitti, tanto i ricorsi vengono a costare più della multa. Ma è una ingiustizia tutta all’italiana».

Luciano Gori di Prato la norma la conosce e si dice «indignato. Ci sono contraddizioni, siamo portati a pensare che ci debbano essere altre motivazioni dietro alla sua approvazione. Che sia per piaggeria, per far cassa, ma sicuramente è totalmente assurda. Il cliente non può essere usato per risolvere i problemi di smaltimento delle industrie».

Giorgio Gentili, che collabora alla gestione del bagno Maddalena, è stato lungimirante ed ha provveduto ad organizzarsi per arrivare alla stagione senza più scorte e con le nuove dotazioni compostabili: «Il problema non ci riguarda direttamente, ma ritengo che non abbia senso disciplinare un tema come questo in piena estate. La sostituzione di materiali poteva essere fatta programmandola per tempo».

Al Nuovo Lido, la titolare Itala Tenerani ha esposto in più punti cartelloni informativi, pertanto la responsabile del bar Azzurra Lazzaroni non deve fare molta fatica a spiegarlo ai clienti: «Ormai le scorte sono poche. Ci siamo attrezzati con i materiali compostabili per le bevande e le vaschette, abbiamo le cannucce di carta. Cerchiamo di smaltire le ultime scorte monouso per il consumo al bar. Il problema è anche quello del vetro, anch’esso è impossibile da usare in spiaggia». Una cliente del bagno, Ilaria Mosti, si dice «completamente favorevole al divieto di plastica. Ho portato in cabina bicchieri, piatti compostabili e forchette d’acciaio. Se mio figlio vuole una granita, va in cabina e prende un bicchiere. Trovo assurda la multa ai bagnanti, più che plastic free, mi sembra una operazione di boicottaggio ai bar. Perché non hanno iniziato a bandirne l’uso partendo dai supermercati? ». Insomma, tutti d’accordo sulla sostanza, meno sulla forma e sull’applicazione, sperando che con la nuova stagione, non essendoci più deroghe, il problema svanisca. –
 

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