Il presidio
Spiaggia plastic free, ma non bar e ristoro. E le multe le rischia soltanto il bagnante
I titolari dei bagni possono smaltire bicchieri e piattini. Ma chi li usa in spiaggia può beccarsi sanzioni fino a 500 euro
MASSA. Ti stai godendo la tintarella, il caldo si fa sentire e decidi di fare un salto al bar e comprarti una granita dissetante. Il titolare te la serve in un bel bicchierone di plastica con tanto di cannuccia. E tu decidi di gustartela in spiaggia quella granita. E qui commetti un bell’errore perché se passa un vigile o un finanziere ti puoi ritrovare con una multa tra capo e collo, chiamato a sborsare dai 25 ai 500 euro. Perché? Beh, perché stai utilizzando un contenitore e una cannuccia in plastica monouso. E quei materiali - e a ragione - sono vietati in spiaggia. Tu, bagnante, non li devi utilizzare, ma il gestore che te li ha dati - e qui arrivano le dolenti note - può farlo: la legge regionale sul divieto di plastica monouso in spiaggia , e la conseguente ordinanza comunale, glielo consentono. Se, infatti, il balneare di piatti e bicchieri in plastica monouso ne ha comprati tanti, ha tempo fino al 31 dicembre per smaltirli. Dopodichè dovrà acquistare solo contenitori compostabili.
Insomma, in piena stagione turistica il balneare può evitare la multa, il bagnante no. «Una confusione interpretativa della legge regionale» secondo il comune di Carrara che, proprio per questo, la sua ordinanza, in applicazione alla legge regionale, ancora non l’ha emessa. A far chiarezza sarà l’incontro in Regione di lunedì. Incontro confermato da Vittorio Bugli, assessore regionale alla presidenza e “padre” della legge toscana che vieta le plastiche monouso. Al tavolo siederanno Anci, associazioni balneari e regione.
Il comune di Massa, da parte sua, l’ordinanza l’ha emessa, chiudendo il percorso partito da Bruxelles. La premessa è che la plastica al mare - e all’ambiente tutto - fa male, parecchio male. Così tanto che l’Europa con una direttiva ha, appunto, detto stop a tutta la plastica monouso (quella usa e getta): dalla cannuccia al bicchierino, dalla forchetta al bastoncino di plastica per i palloncini. Dal 2012 saranno vietate. La regione Toscana quel divieto lo traduce in legge: niente plastica monouso (ammesse bottigliette, brick e contenitori per cibi pronti) nelle aree protette, negli stabilimenti balneari e nelle manifestazioni pubbliche. La legge concede un mese ai comuni per disciplinare il tema con ordinanze. E Massa lo fa, con atto dirigenziale, il 24 luglio. E se, con quell’ordinanza prevede il divieto di utilizzo di plastica monouso in spiaggia, fa sua pure la proroga concessa dalla Regione agli operatori per smaltire le scorte fino al 31 dicembre. Così il balneare può utilizzare contenitori monouso, ma il bagnante rischia. A meno che - lo confermano comune e regione - quella benedetta granita non se la gusti al bar. E prima di finirla non metta neppure un’unghia sulla sabbia.
Veronica Ravagli, assessore comunale all’ambiente, spiega infatti che «nell’ordinanza si fa esplicito riferimento - e la cita testualmente - a lidi e spiagge. Le scorte in plastica monouso possono essere utilizzate dai titolari di stabilimenti e il bagnante, per evitare multe, deve consumare il prodotto al bar o al ristorante del bagno. Se esplicita che ha intenzione di scendere in spiaggia, allora deve essergli fornito un contenitore in materiale compostabile. Questi aspetti sono bene chiariti nel materiale informativo». Meno chiari, a dire il vero, in ordinanza, dove si distingue tra divieto di utilizzo di contenitori per la somministrazioni ( è il caso del gestore del bagno) e divieto di utilizzo ( è il caso del cittadino o turista in spiaggia).
Vittorio Bugli, “papà” della legge regionale, ci tiene a ricordare che l’aspetto rilevante è la ratio della norma finalizzata a ridurre l’utilizzo di plastica e a diffondere la cultura ambientale. Norma che arriva comunque dopo un protocollo di intesa con Anci e associazioni balneari. Vittorio Bugli inoltre sottoline non soltanto «che lunedì è già fissato un incontro», ma anche che «la proroga fino al 31 dicembre per l’uso delle plastiche mono uso per somministrazione, è stata concessa per venire incontro ai balneari. Del resto, mi era stato spiegato che erano pochissimi i gestori di stabilimenti che avevano scorte, so che la maggior parte si era già attivata acquistando materiale compostabile. Lunedì il concetto sarà chiarito, in ogni caso credo di poter dire che il consumo al bar, se il contenitore è in plastica monouso, evita il problema».Insomma, la granita, per quest’anno conviene mangiarsela al bar. Altrimenti viene davvero a costare cara. E il prossimo anno? Il bar diventerà plastic free?
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