Il Tirreno

la decisione del comune 

Parco Ricortola, revocata la concessione alla Cerbaja

Libero Red Dolce
Parco Ricortola, revocata la concessione alla Cerbaja

Ordinanza degli uffici dopo le pressioni di Benedetti, che annuncia una querela Mancava l’autorizzazione per la festa dei Carc, in corso in questi giorni

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Dopo nemmeno 48 ore di tempo dall’appello del presidente del consiglio comunale Stefano Benedetti perché il Comune revocasse l’autorizzazione per la festa dei Carc al parco di Ricortola arriva un’ordinanza dirigenziale che risolve, cioè annulla, la concessione all’associazione Cerbaja che gestisce da sempre l’area verde. Manca un’autorizzazione, che è prevista dal regolamento del patrimonio verbe pubblico, che andava chiesta 15 giorni prima dell’evento. E da Cerbaja promettono battaglia: «è una perquisizione che da parte di Benedetti va avanti da anni. Interpelleremo i nostri legali, noi abbiamo fatto tutto in maniera corretta».

Mercoledì con una lettera indirizzata al sindaco Francesco Persiani, al vice Andrea Cella e ai dirigenti comunali, Benedetti elencava una serie di motivazioni che avrebbero potuto rendere illegittima l’organizzazione della Festa di riscossa popolare dei Carc nel parco. E l’ordinanza, recapitata all’associazione ieri pomeriggio dalla polizia municipale, spiega che «lo svolgimento di tali attività è avvenuto in violazione delle disposizioni in quanto prive delle prescritte autorizzazioni previste per l’uso di aree di verde pubblico da rilasciare da parte del competente settore del comune di Massa».

Si dà atto che sono state presentate le Scia commerciali (la segnalazione certificata di inizio attività che Benedetti sosteneva non fosse mai stata inviata, ndr), come conferma anche l’associazione, ma queste segnalano l’inizio di un’attività ma non sono sostitutive dell’autorizzazione che per il Comune non è arrivata agli uffici. In ragione di ciò, l’associazione Cerbaja ha tempo 30 giorni per presentare ricorso, altrimenti la concessione decadrà.

Dura la reazione del presidente dell’associazione, Nino Ianni, che dopo aver ricevuto dalle mani del vigile “lo sfratto”, attacca Benedetti: «Noi spendiamo 500 euro l’anno per questa concessione e abbiamo inviato la Scia. Io ho capito che Benedetti ce l’ha con i Carc, evidentemente non va giù alla sua fama di fascista e antidemocratico che qui si svolgano delle feste popolari». Ianni ricostruisce la sua versione dell’accaduto: «Ogni anno dall’ufficio commercio del Comune ci comunicavano a ottobre il calendario di chi aveva chiesto, noi poi davamo il nulla osta. Quest’anno ci hanno detto che non avrebbero calendarizzato, così mi sono fatto dare l’elenco dei richiedenti, abbiamo fatto una riunione e ci siamo curati di incastrare gli eventi proposti. Adesso interpelleremo i nostri legali ».

Benedetti è soddisfatto e rilancia: « Di fatto la festa si sta svolgendo senza nessuna autorizzazione. Lunedì presenteremo una denuncia alla procura e alla Corte dei Conti per danno alla casse pubbliche per il mancato pagamento della Cosap per questa festa e quella di Rifondazione e dell’Acciuga».

Al momento della notifica il parco non è vuoto. È pomeriggio e cominciano i preparativi per la giornata da parte dei Carc. La loro festa, prevista fino a domani, andrà avanti, ma c’è rabbia. «Prendiamo atto che la situazione è cambiata - sostiene uno degli attivisti, Rinaldo Valenti - con questa decisione. Noi diciamo da tempo che si tratta di un attacco contro chi crea dissenso, all’agibilità sociale e politica dei luoghi. Siamo al fianco dell’associazione che porterà avanti lle iniziative legali, ma serve anche un fronte più ampio, politico, che faccia sentire la sua voce». Ianni conclude: «Invitiamo i parlamentari del territorio, le forze politiche a darci sostegno e a venire al parco in questi giorni. Bisogna mobilitarci. Abbiamo già lottato per questo parco, lo rifaremo». —

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